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Test di Romberg come diagnosticare i disturbi dell equilibrio

 Prova di Romberg
01 settembre 2017
Categoria Prevenzione, cura e tecnologie

Test di Romberg, come diagnosticare i disturbi dell’equilibrio

Il Test di Romberg, sulla base di valutazioni neurologiche e otorinolaringoiatriche, consente di diagnosticare perdita di equilibrio e atassia.

Nell’uomo, fenomeni patologici che interessano il sistema dell’equilibrio, il sistema visivo, i recettori spaziali e le strutture corticali a esse connesse, possono provocare una perdita del senso dell’orientamento spaziale, vertigini e cadute. Le modificazioni che avvengono in queste strutture interferiscono sui meccanismi d’azione dei sistemi che sovrintendono la sensazione di stabilità e di movimento del corpo nello spazio. I fenomeni che ne conseguono, se attentamente valutati, daranno utili informazioni nell’individuare la struttura, periferica o centrale, interessata dall’evento patologico o effettuare una diagnosi differenziale. 

L’anamnesi della funzione vestibolare

Un corretto esame della funzione vestibolare è fondamentale per la valutazione delle persone con instabilità, vertigini o, più in generale, incoerenza nei movimenti del corpo. Lo scopo dell’esame vestibolare è quello di differenziare le patologie periferiche da quelle centrali. Dopo un’attenta anamnesi, su quando è insorta la vertigine o il deficit dell’equilibrio, se è una vertigine oggettiva (sensazione che siano gli oggetti a muoversi) o soggettiva (sensazione che sia il proprio corpo a muoversi rispetto all’ambiente che rimane fermo), per quanto tempo è durata, presenza di sintomi otologici (difficoltà uditiva, acufeni, sensazione di orecchio pieno) o neurologici (es. alterazione dello stato di coscienza, cefalea, deficit di forza), altri fenomeni (nausea, vomito, visione alterata ecc.), utilizzo di farmaci (gli ansiolitici o gli antidepressivi possono determinare difficoltà nei movimenti o instabilità), si procede alla valutazione della postura e dell’equilibrio attraverso prove statiche, dinamiche e test strumentali.

Il test di Romberg, la prova per la valutazione dell’equilibrio

Tra le prove statiche, uno dei test di più semplice esecuzione nella valutazione della funzionalità delle vie vestibolo-spinali è la prova di Romberg. Si invita il paziente a stare in piedi, con le punte dei piedi ravvicinate, le braccia lungo i fianchi, la testa eretta e gli occhi chiusi. La chiusura degli occhi è essenziale per abolire la funzione del sistema visivo sulla postura ed evidenziare se le alterazioni interessano il sistema periferico (labirinto vestibolare) o sono da ricondurre a fenomeni centrali. Questo test non risulta molto utile nella fase acuta della malattia, in quanto il paziente può avere una marcata difficoltà nella stazione eretta. 

In condizioni normali si osservano piccolissime oscillazioni, al contrario nella persona con lesione unilaterale dell’apparato vestibolare si evidenzia una deviazione o una caduta dal lato del vestibolo ammalato. Se le oscillazioni sono dirette verso varie direzioni, sarà indicativo il lato dove saranno prevalenti o più accentuate. La direzione della caduta può essere modificata facendo variare, al paziente, la direzione della testa. In alcuni casi, la prova di Romberg non è sufficiente a dare delle indicazioni corrette circa il lato patologico, pertanto si può effettuare il test di Romberg sensibilizzato (il paziente rimane in posizione eretta poggiando solo su un piede o su due piedi uno davanti l’altro).

Nelle lesioni centrali la caduta, se avviene, è in direzione anteroposteriore e le oscillazioni sono pluridirezionali; la posizione del capo non determina alcuna modificazione nella direzione della caduta e, spesso, la difficoltà a mantenere la stazione eretta è presente anche a occhi aperti.

Con l’età, soprattutto dopo i 50 anni, diminuisce la capacità dell’essere umano di mantenere la posizione corretta durante le prove statiche dell’equilibrio, pertanto, questo fenomeno è da tenere in considerazione durante l’esecuzione dei test.

01 settembre 2017

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