Catarro nelle orecchie

Catarro tubarico

Il catarro nelle orecchie - anche detto catarro tubarico - è dovuto ad un’infiammazione che provoca accumulo di muco non facilmente drenabile. Vediamo come curarlo.

Catarro nelle orecchie: cause e sintomi

La formazione del catarro nelle orecchie è determinata da alcune forme di otite che causano un’infiammazione della mucosa dell’orecchio medio e delle cavità annesse. L’essudato mucoso o sieromucoso può essere più o meno abbondante e occupare in parte o totalmente la cassa del timpano, che presenta tutte le caratteristiche dell’infiammazione.

Con minore frequenza durante i mesi estivi, le otiti medie catarrali hanno la loro massima incidenza nella stagione invernale in pieno periodo influenzale.

Gli agenti infettivi che più comunemente sono coinvolti nel processo sono Streptococco pneumoniae, Haemophilus influenzae e Moraxella catarrhalis. L’infezione e la conseguente formazione di muco nell’orecchio medio è determinata dalla diffusione e sviluppo dei germi che, nel corso di un’infiammazione delle vie aeree superiori (naso e gola), attraverso la tuba di Eustachio, raggiungono la cassa del timpano.

La sintomatologia correlata alla presenza di catarro nelle orecchie è caratterizzata da una sensazione di orecchio pieno, riduzione della capacità uditiva, autofonia, acufeni e una leggera dolenzia anche se, nella maggior parte dei casi il dolore è assente. 

La riduzione della capacità uditiva solitamente è transitoria e si risolve con la risoluzione del fenomeno infiammatorio. Nei casi di cronicità o di diffusione dell’infezione verso l’orecchio interno, l’ipoacusia può essere permanente.

All’osservazione dell’orecchio (otoscopia), la membrana timpanica può apparire arrossata con congestione del manico del martello. Nelle forme più avanzate, è possibile evidenziare un livello idro-aereo ovvero una linea orizzontale che divide la raccolta liquida dall’aria presente normalmente nell’orecchio medio.

I rimedi per il catarro nelle orecchie

La visita specialistica assume primaria importanza sia per intervenire tempestivamente sul possibile danno uditivo, sia per le possibili conseguenze generali date soprattutto dalle forme purulente. Sarà compito del medico, dopo la visita, effettuare la diagnosi con conseguente terapia. 

Gli antiinfiammatori e i mucolitici sono i farmaci d’attacco. Solo in presenza di febbre, può essere necessario iniziare una terapia antibiotica. Utili i lavaggi nasali con soluzione fisiologica o con acqua di mare sterile e i decongestionanti nasali, questi ultimi da non utilizzare nei bambini. La terapia termale trova indicazione primaria, in caso di cronicità ripristinando la permeabilità tubarica e il trofismo della mucosa della tuba e dell’orecchio medio.

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