Per presbiacusia si intendono i disturbi della funzione uditiva che accompagnano il processo di invecchiamento. Scopriamo tutti i dettagli.
Per presbiacusia si intende la riduzione della capacità uditiva che subentra con l’età per i fenomeni di invecchiamento fisiologico con insorgenza graduale e progressione lenta.
I processi involutivi dovuti all’avanzare dell’età sono inevitabili, tuttavia ogni organismo invecchia in modo differente da un altro, sia per particolari caratteristiche di ordine genetico, sia per il modo di condurre la propria vita (affaticamento, stress emotivi e lavorativi, abitudini alimentari e voluttuarie quali fumo e alcool, uso/abuso di alcuni farmaci, rumore ambientale e lavorativo) e per le varie malattie intercorse negli anni.
L’importanza dei fattori esterni nel condizionare il verificarsi e la presenza stessa della presbiacusia ha fatto coniare il termine di socioacusia.
Da un punto di vista generale, la presbi-socioacusia è caratterizzata da un’ipoacusia neurosensoriale bilaterale, simmetrica che inizia interessando prevalentemente le frequenze acute (oltre i 4000 Hz). Solo dopo i 65 anni la perdita uditiva comincia a interessare anche le frequenze tipiche del linguaggio. Una delle caratteristiche della presbiacusia è la diminuzione della capacità di riconoscimento della parola, spesso con sproporzionato decadimento della comprensione verbale rispetto alla perdita uditiva rilevata all’esame audiometrico. Questa discrepanza tra grado di sordità e discriminazione vocale è stata attribuita a una compromissione del sistema uditivo centrale: il suono arriva al cervello ma questo non è in grado di “discriminarlo” come parlato. Le caratteristiche fisiopatologiche, interessate in modo differente da persona a persona nella determinazione della malattia, interagiscono con quelle psicologiche e sociali nell’indurre gli effetti della perdita uditiva, provocando un impatto variabile sull’anziano non misurabile a priori in base alla stima della sola perdita uditiva.
Si può quindi dire che la presbiacusia provoca degli effetti che investono la sfera psicologica e sociale, in tal modo influenzando direttamente le attività quotidiane dell’anziano.