Come funziona l'udito

L'anatomia dell'orecchio, l'audiometria e la cura dell'udito

È grazie all’udito che possiamo partecipare in modo completo a tutto ciò che accade intorno a noi e condividere le emozioni più belle con la famiglia e gli amici. Scopri come funziona l’udito e come mantenerlo in forma.

L’udito, il primo dei 5 sensi a formarsi, è il prodotto di un complesso sistema deputato alla trasformazione dello stimolo acustico in sensazione uditiva, è il senso che ci permette di entrare in empatia con l’ambiente che ci circonda e ci permette di apprezzare la sua ricchezza sonora. Abbiamo bisogno di ascoltare ed essere ascoltati. Il benessere dell’apparato uditivo, dunque, va salvaguardato: capire come funziona e come intervenire in caso di un calo dell'udito è di grande aiuto per mantenerlo in salute.

Com'è formato l'orecchio

L’apparato uditivo è composto da tre parti: l’orecchio esterno, medio e interno.

  1. L’orecchio esterno comprende il padiglione auricolare, la parte più visibile, e il condotto uditivo esterno. Il primo, grazie alla sua conformazione, è in grado di captare i suoni per poi convogliarli nel condotto uditivo. I suoni, in seguito, attraverso la membrana del timpano, sono trasmessi alla seconda parte dell’apparato uditivo, l’orecchio medio.
  2. L’orecchio medio è composto dalla membrana timpanica e dalla catena dei tre ossicini: martello, incudine e staffa. Gli ossicini amplificano i suoni in arrivo e li trasmettono all’orecchio interno.
  3. Nell’orecchio interno, infine, le onde sonore, attraverso il movimento delle ciglia delle cellule cocleari, vengono definitivamente convertite in segnali bioelettrici che, attraverso il nervo acustico, giungono al cervello, dove nasce la percezione uditiva vera e propria.

Come prendersi cura dell'udito

L’esposizione frequente o prolungata ai rumori rappresenta un pericolo per l’udito. L’intensità del suono, infatti, col tempo potrebbe danneggiare le delicate strutture dell’orecchio interno, conducendo gradualmente a ipoacusia ed acufene. Per tale ragione, è fondamentale prendersi cura del proprio udito al fine di mantenerlo in buona salute il più a lungo possibile. Leggi i consigli degli esperti Amplifon sulla prevenzione dell'udito.

Tecniche di misurazione dell'udito

Audiometria: tonale e vocale

L’insieme delle tecniche di misurazione dell’udito prende il nome di esame audiometrico, diviso in audiometria tonale e vocale. Attraverso questo esame è possibile definire i livelli di soglia uditiva e, conseguentemente, i diversi tipi di perdita uditiva. 

 

L'otomicroscopia

L’otomicroscopia è un'indagine obiettiva del condotto uditivo e della membrana timpanica effettuata con un microscopio ottico che permette di esaminare i dettagli anatomici consentendo di valutare accuratamente l'orecchio in tutte le sue parti. L'otomicroscopia diventa fondamentale quando occorre intervenire nell'orecchio in tutta sicurezza con apposita strumentazione, per la rimozione di eventuali secrezioni patologiche e non, come cerume, pus, essudato o materiale micotico.

Esame dell'udito: audiometria

L’esame audiometrico è un semplice test, non invasivo, della durata di pochi minuti, che fornisce informazioni importanti sulla funzionalità uditiva del soggetto esaminato. Lo scopo dell’esame audiometrico è quello di stabilire la soglia uditiva, cioè la minima intensità sonora che una persona riesce a percepire. Con l’ausilio di una cuffia posizionata sulle orecchie, l’audiometrista - tecnico abilitato a effettuare il test - invia dei suoni (toni puri), a diverse frequenze e intensità prima in un orecchio e poi nell’altro (audiometria per via aerea). La persona interessata dovrà alzare la mano o schiacciare un pulsante appena avverte la minima intensità sonora. In presenza di un deficit, l’esame deve essere completato dall’audiometria per via ossea che permetterà di stabilire se il problema è da ricondurre al sistema di trasmissione del suono (orecchio esterno e medio), al sistema sensoriale (coclea e vie acustiche centrali) o ad entrambi. La via ossea si valuta appoggiando sulla mastoide (osso posto dietro al padiglione auricolare), un piccolo dispositivo ad archetto. Con questo sistema si stimola direttamente la coclea scavalcando l’orecchio esterno e medio. Generalmente i toni inviati nell’audiometria tonale testano le frequenze comprese tra 125 (basse frequenze) e 8000 Hertz (alte frequenze), perché di maggiore riscontro e utilità nella vita quotidiana. I valori di soglia risultanti per ogni frequenza all’audiometria tonale sono riportati, tracciando simboli convenzionali, su un grafico detto audiogramma. L’audiogramma raffigura, frequenza per frequenza (espressa in Hertz), la minima intensità sonora (espressa in decibel) che la persona riesce a udire. I simboli utilizzati per la via aerea, in corrispondenza di ogni valore di frequenza e di intensità, sono: una X, di colore blu o nera, che identifica l’orecchio sinistro e un cerchio (O) rosso che individua l’orecchio destro. Le linee (curve audiometriche) che congiungono i vari simboli rappresentano le soglie dell’orecchio destro e di quello sinistro. Con questa modalità si ha una rappresentazione grafica della capacità uditiva della persona testata.

Per definire i livelli di soglia uditiva (grado di perdita uditiva) si utilizza la media della somma delle intensità delle frequenze centrali (500-1000-2000-4000 Hz) secondo lo schema. Valore medio compreso tra:

  • 0-20 dB: UDITO NORMALE
  • 20-40 dB: IPOACUSIA LIEVE
  • 40-70 dB: IPOACUSIA MEDIA
  • 70-90 dB: SORDITÀ GRAVE
  • > di 90 dB: SORDITÀ PROFONDA

Per definire la soglia della via ossea (suoni inviati con il vibratore ad archetto) si riportano sull’audiogramma due simboli (> per l’orecchio destro, < per il sinistro). Il confronto tra la soglia per via aerea e per via ossea stabilisce il tipo di perdita uditiva:

  1. Ipoacusia di tipo trasmissivo: la via ossea è normale; la via aerea mostra una perdita uditiva (es. otiti catarrali).
  2. Ipoacusia di tipo neurosensoriale: espressione di un deficit cocleare o retrococleare. Le due curve - soglia per via ossea e via aerea - sono sovrapposte (attaccate).
  3. Ipoacusia di tipo misto: vi è una caduta sia della via aerea sia della via ossea, ma le curve rimangono comunque distanziate tra loro.

Per le caratteristiche di trasmissione del suono, la perdita uditiva per via ossea non può essere mai più grave di quella per via aerea.

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