Pericoli di cuffie e auricolari

Cuffie, auricolari: i pericoli della riproduzione di musica ad un volume troppo alto
2 maggio 2022

Li usiamo sempre di più, lungo tutta la nostra giornata, ma gli auricolari bluetooth sono pericolosi? Cerchiamo di fare chiarezza. 

Gli auricolari senza fili da qualche anno sono entrati nella nostra quotidianità ed esistono già diversi studi sugli effetti del loro utilizzo. Una ricerca australiana condotta dalla Bond University sostiene che un utilizzo normale di questi dispositivi non provoca in genere nessun problema ma, se impiegati per tempo prolungato, possono causare vari disturbi. 

Onnipresenza di cuffie e auricolari

Cuffie e auricolari sono diventati compagni fidati della nostra vita di tutti i giorni, aiutandoci, ad esempio, a effettuare telefonate di qualsiasi tipo in tutta tranquillità. Due gli atteggiamenti principali: chi ama le cuffie che si posizionano sopra all’orecchio, senza andarle ad inserire nel padiglione auricolare, e chi invece preferisce le cuffie in-ear, che si introducono direttamente nell’orecchio. Al netto di questa prima differenziazione basata sulle preferenze di chi le utilizza, vediamo nel dettaglio quali sono le varie tipologie di cuffie:

  • cuffie aperte: hanno una superficie traforata che garantisce una buona dispersione del suono e una minore pressione sonora all’interno dell’orecchio. Grazie a questo meccanismo, il volume può essere aumentato, mantenendo però sempre l’accorgimento di non aumentarlo eccessivamente per cercare di contrastare i rumori di fondo che provengono dall’ambiente.
  • cuffie chiuse: forniscono un buon isolamento dai rumori dell’ambiente, grazie ai cuscinetti da cui sono composte. Si possono usare senza alzare eccessivamente il volume, alleviando così lo stress uditivo che viene causato dal rumore alto. 
  • cuffie in-ear: permettono un ottimo isolamento rispetto ai rumori prodotti all’esterno, più delle cuffie chiuse in quanto inserite direttamente nel padiglione oculareTuttavia, è sempre bene non utilizzarle con volumi eccessivi e per un periodo di tempo prolungato, per evitare fastidiosi problemi. 

Ultimamente l’utilizzo delle cuffie è aumentato in maniera esponenziale: la permanenza spesso forzata a casa ha portato ad utilizzarle anche in momenti in cui prima non erano necessarie come, ad esempio, per svolgere le riunioni di lavoro.

Covid-19 e rischi dello smartworking

Covid e smart working sono diventati un binomio inscindibile negli ultimi anni, con un contesto che favorisce la distanza. Con la pandemia si è registrato un aumento dell’utilizzo delle cuffie per le conference call, anche fra chi prima le utilizzava solo raramente. Questo fenomeno ha coinvolto anche i più giovani, costretti a seguire le lezioni online o a sostituire l’uscita serale con la videochiamata di gruppo per le quali gli auricolari sono divenuti indispensabili, per motivi di tranquillità domestica e di privacy. In un contesto di lavoro da remoto, tutti siamo dunque esposti in maniera più massiccia a rumori forti per le nostre orecchie causati da cuffie e auricolari che sono diventati l’unica via a disposizione per condividere gli spazi in casa.

Gli esperti sostengono che i rischi per l’udito dipendano principalmente da due fattori: la durata dell’esposizione al suono e l’intensità del rumore. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare però, non è tanto il secondo fattore a creare problemi, quanto il primo: un’esposizione prolungata e duratura può portare infatti a gravi danni all’udito, soprattutto se accompagnata da disturbi del comportamento come stress, fatica, nervosismo e perdita della concentrazione.

Pericolo delle cuffie sull'udito

Cuffie e danni all’udito: qual è la correlazione? Molte ricerche hanno dimostrato che il problema principale correlato ai danni delle cuffie sull’udito sia causato principalmente dall’utilizzo prolungato delle stesse, oltre che dall’ascolto di suoni ad un volume eccessivo. Questo, vale per tutte le fasce di età: adulti e ragazzi più o meno giovani, impiegati in attività diverse, ma accomunati dal medesimo comportamento. 

Gli effetti della prolungata esposizione al rumore elevato per le nostre orecchie e per l’apparato uditivo portano sempre più spesso a diagnosi, quasi giornaliere, di traumi provocati da stress uditivo. Chi ne è interessato lamenta vari sintomi: l’ottundimento auricolare, ovvero la sensazione di pressione all’orecchio causata dall’infiammazione del timpano o del canale uditivo; oppure l’acufene, un fastidioso ronzio; fino ad arrivare alla diminuzione del livello uditivo. 

Questi disturbi sono spesso accompagnati anche da manifestazioni dolorose, uno dei sintomi principali di un disturbo, accanto alla difficoltà uditiva. I sintomi descritti possono essere temporanei ma, soprattutto se non tempestivamente diagnosticati, possono diventare permanenti. L’apparato uditivo è capace di resistere molto bene a pressioni acustiche, anche prolungate, quindi spesso non ci si accorge che della presenza di danno che può diventare permanente. 

Dunque, i fattori che concorrono a stressare l’apparato uditivo sono molteplici: il tempo e un uso prolungato, quotidiano e pressante di cuffie auricolari, in-ear e simili può causare veri e propri danni permanenti. È dunque bene fare attenzione, evitandone il più possibile un uso continuativo delle cuffie. 

Le Airpods ed il Bluetooth sono dannosi?

Spesso si incorre in una falsa diceria sulla correlazione tra bluetooth e danni alla salute. Queste credenze hanno preso piede in seguito ad alcuni dubbi che hanno preso piede nella comunità scientifica nel 2015 sul fatto che gli airpods siano pericolosi per la nostra salute: in appello pubblicato sulla rivista Medium, 247 scienziati di 42 Paesi si sono infatti detti preoccupati dell’eccessiva esposizione ai campi elettromagnetici provocati dai dispositivi bluetooth.

Negli anni successivi però non sono state portate evidenze scientifiche a supporto di questa tesi: i recenti studi hanno dimostrato che le radiazioni generate dagli apparecchi bluetooth hanno una pericolosità inferiore di quelle emesse dagli smartphone stessi e, in generale, l’emissione di onde elettromagnetiche è talmente bassa da risultare irrilevante. 

Il protocollo Bluetooth, infatti, usa le stesse bande di frequenza a 2.4 GHz del wi-fi, ma con una potenza inferiore. Dunque, mantenendo un utilizzo sano e non prolungato nel tempo, le cuffie wireless non fanno male alla nostra salute, o perlomeno non hanno un effetto più negativo di quello causato dalle altre cuffie. 

Decibel e livelli di suono accettabili

Per isolarsi ed escludere gli altri suoni e rumori esterni spesso, quando si è per strada o sui mezzi, si usano le cuffie o gli auricolari, alzandone il volume. Per legge, il limite raggiungibile dalle cuffie che supportano lettori CD portatili è stato stabilito a 100 decibel, ma le cuffie vendute singolarmente possono superare questa soglia, anche ampiamente. Per rendere più chiaro il paragone, 110-120 decibel è la potenza di suono di una motosega in azione o di un jet al decollo, mentre il suono della voce umana raggiunge i 30-40 decibel. 

A questo, si aggiunge il fatto che la scala decibel è una scala logaritmica ovvero, per ciascun incremento di 10 decibel, il potere del suono viene moltiplicato per 10. Inoltre, gli studi evidenziano che il livello di intensità raccomandato non dovrebbe andare oltre gli 85 decibel per un ascolto di 8 ore al massimo durante tutta la giornata: ad un livello di 100 decibel, il danno potrebbe arrivare invece dopo soli 15 minuti.

L’Unione europea, per cercare di limitare questo utilizzo spropositato e, di conseguenza, gli effetti negativi per la salute uditiva, ha commissionato uno studio per imporre ai produttori di apparecchi tecnologici dei limiti nell’erogazione del suono, ma siamo ancora in attesa che le linee guida vengano diffuse nel mercato. Nel frattempo, è sempre bene regolare il volume degli apparecchi per non danneggiare l’udito. 

Effetti dei rumori forti sulla salute

I rumori forti possono causare problemi all'udito ma anche a tutto l’organismo: i traumi acustici causati da un rumore eccessivo possono andare dalla sensazione di orecchio tappato dopo un forte rumore all’aumento della pressione sanguigna, a problemi cardiaci, fino allo stress e ai disturbi del sonno. I bambini sono potenzialmente i soggetti che possono maggiormente soffrire gli effetti dei rumori forti sulla propria salute.

Effetti delle cuffie sul cervello

La musica ha numerosi effetti positivi sull’organismo, tutti ampiamente documentati da studi: riduce il battito cardiaco, la frequenza respiratoria, la sudorazione, la tensione muscolare e influisce sul sistema nervoso autonomo, oltre a intervenire nelle dinamiche che riducono il dolore. Tuttavia, la musica può anche avere effetti collaterali negativi se viene consumata a livelli sonori intensi, soprattutto se si prolunga nel tempo e viene ascoltata con le cuffie nell’orecchio. 

Non si può però arrivare a sostenere che le cuffie fanno male al cervello, perché di fatto non ne viene influenzato direttamente. Ci sono dei modi indiretti però per cui le cuffie possono avere un impatto negativo. Un esempio che va in questa direzione è correlato agli studi che le radiazioni delle cuffie hanno sul cervello, anche se, come anticipato prima, nulla è stato ancora dimostrato. 

Molte persone non sono consapevoli però degli effetti psicologici che le cuffie possono causare: la ricerca è ancora in corso ma ci sono studi che hanno messo in luce un impatto sul cervello, evidenziando una elaborazione cognitiva più lenta che porta a una conseguente attenzione minore e ad abilità verbali ridotte, ma anche ad effetti psicologici causati dalla distorsione audio. Ascoltare musica ad alto volume può dare il via a comportamenti che danno dipendenza e che possono causare effetti dannosi sulla coclea, una componente interna dell’orecchio. 

Effetti delle cuffie sulle orecchie

Gli auricolari possono influenzare il corretto funzionamento delle nostre orecchie. Infatti, spessopossono provocareotalgia da cuffie, soprattutto nei bambini. Indossare le cuffie tutto il giorno ha effetti negativi sulle orecchie. Varie sono le manifestazioni, anche con dolore, che possono essere causate dall’utilizzo continuato delle cuffie:  

  • cerume compatto: le cuffie rendono il cerume meno fluido e, di conseguenza, più difficile da espellere; 
  • blocco del cerume che, compattandosi, può causare anche infiammazione; 
  • ostacolo alla circolazione dell'aria;
  • trattenere il sudore e l'umidità nelle orecchie, rendendole più inclini alle infezioni batteriche e fungine;
  • creazione di una barriera che ostacola la naturale espulsione del cerume e che finisce per stimolare le ghiandole di secrezione e aumenta la produzione di cerume;
  • riduzione dell'igiene generale dell'orecchio.

Quali soluzioni contro l'abuso delle cuffie?

Un buon ascolto musicale o una chiacchierata al telefono utilizzando le cuffie non devono essere bandite in assoluto: evitare in toto l’utilizzo delle cuffie per paura di problematiche correlate all’apparato uditivo non è una buona strada, così come la soluzione drastica di non ascoltare più musica. È bene infatti utilizzare qualche piccolo accorgimento, fondamentali per evitare modalità scorrette di consumo del suono. Vediamole di seguito.

Alcune buone pratiche da adottare

Alcune abitudini possono aiutare a impostare una routine corretta per il nostro apparato uditivo. È sempre bene:

  • variare la modalità di ascolto del suono;
  • moderare il volume e la durata dell’ascolto: gli esperti consigliano di utilizzare il volume alla metà della capacità massima, definita come la soglia di ascolto sicuro. 
  • offrire alle orecchie il tempo di recupero necessario;
  • utilizzare impostazioni “psicoacustiche” su smartphone: dalla ricerca arrivano soluzioni pratiche per la nostra salute, infatti gli ingegneri hanno sviluppato una modalità di elaborazione dei suoni che permette agli utenti di provare le stesse sensazioni sentite attraverso un ascolto ad alta voce anche ad un volume inferiore. 

Cuffie che riducono i rumori

Le cuffie che riducono il rumore sfruttano la tecnologia avanzata di riduzione attiva del rumore per annullare il suono che proviene attorno alla persona che ascolta, qualsiasi esso sia: rumore del traffico cittadino, ufficio affollato, vocio di un locale, andando a ridurre i suoni di sottofondo fino al 92% e permettendo di concentrarsi solo sulla musica che si ascolta, sulla conversazione che si sta facendo o sul film che si sta guardando. 

Le cuffie che riducono il rumore esterno sono una soluzione interessante perché prevengono un atteggiamento comune in molte persone che, per contrastare il rumore di sottofondo, tendono ad alzare il volume dei devices. Ovviamente, queste cuffie, per quanto efficaci, tendono a ridurre il rumore ambientale, non a cancellarlo del tutto: non permettono di estraniarsi dall’ambiente circostante, ci si deve immaginare più che altro un brusio di fondo. 

Cuffie a conduzione ossea

Le cuffie a conduzione ossea sfruttano le ossa del cranio per propagare il suono emettendo piccole vibrazioni sulle ossa tra mascella e mandibola, vicino all’orecchio, lasciandolo libero al contempo di sentire i suoni provenienti dall’ambiente circostante. I benefici sono molteplici: 

  • non danneggiano i timpani e non ostruiscono il condotto uditivo;
  • trasmettendo il suono direttamente alla coclea, possono essere una buona soluzione per le persone con problemi di udito o affette da acufene.

Tempo massimo di ascolto giornaliero sicuro

La regola 60-60, semplice e facile da ricordare, può aiutarci a prevenire l’insorgenza di problemi uditivi: ovvero 60 minuti di utilizzo, ad un volume pari al 60% del massimo del dispositivo. È sempre bene ricordare che più alto è il volume, più corta dovrebbe essere la durata dell’ascolto, quindi una piccola pausa, magari di 15 minuti, non può che giovare per evitare sovraesposizioni. 

Come riconoscere un danno all'udito?

I principali segnali di un potenziale danno all'udito sono: 

  • il volume del televisore o dal lettore musicale non è mai abbastanza alto;
  • chiedere alle persone con cui si sta parlando di ripetere ciò che hanno appena detto;
  • non capire le conversazioni telefoniche;
  • si avverte difficoltà di comprensione delle conversazioni in ambienti rumorosi. 

Uno screening uditivo è un buon punto di partenza per valutare se effettivamente si soffre di qualche disturbo o di un calo uditivo.

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