FAQ: domande frequenti sull'udito

Apparecchi acustici

Come funziona un apparecchio acustico?

Sul mercato è presente una vasta gamma di apparecchi acustici che differiscono gli uni dagli altri non solo nella vera e propria struttura. Sono disponibili vari metodi di costruzione, dai classici retroauricolari (BTE) ai dispositivi più piccoli nell’orecchio (IdO) fino a quelli invisibili dall’esterno, ossia i dispositivi acustici completamente nel condotto uditivo (CIC). Fondamentalmente gli apparecchi acustici sono costituiti dagli stessi componenti:

  • Per registrare segnali acustici, i dispositivi sono provvisti di uno o più microfoni. Questi assorbono le onde sonore e le passano come segnale elettrico.
  • Mentre il segnale per i vecchi dispositivi analogici è solo amplificato, sui moderni dispositivi digitali si svolge un altro passaggio intermedio. Un processore microchip converte l‘analogico in un segnale digitale e lo elabora. Esso filtra i rumori di fondo indesiderati, per esempio, o enfatizza il discorso. Poiché il segnale elaborato è in forma digitale, si manifesta anche senza perdita di qualità durante l’elaborazione e la riproduzione.
  • Dopo che il segnale acustico è stato elaborato, esso viene regolato tramite l’amplificatore del volume in base alla perdita dell’udito dell’utente e trasmesso.
  • Infine, giungendo all’altoparlante, il segnale elettrico viene convertito da questo in segnali acustici, eseguiti direttamente nell’orecchio di chi lo indossa.
  • Per il funzionamento dei singoli componenti un apparecchio acustico richiede energia elettrica. Pertanto le batterie devono essere sostituite dopo un certo tempo. Alcuni dispositivi sono invece dotati di batterie ricaricabili, eliminando così la sostituzione della batteria.

Quale tecnologia degli apparecchi acustici esiste?

Gli apparecchi acustici sono piccoli, ma nascondono una tecnologia all’avanguardia. Oltre ai componenti di una protesi acustica classica analogica (microfono, amplificatore, altoparlanti, batterie), gli apparecchi acustici moderni includono un microprocessore. Questo non solo amplifica il segnale sonoro, ma lo elabora utilizzando un software speciale. Ci sono delle differenze anche nei modelli. Così sono emersi tre sistemi: apparecchi acustici retroauricolari(BTE), apparecchi acustici nell’orecchio(IdO) e apparecchi acustici completamente nel canale(CIC).

Apparecchi acustici BTE

L’apparecchio acustico più comune è la variante BTE. In questo caso, il piccolo dispositivo viene bloccato dietro l’orecchio e l’auricolare viene inserito nel condotto uditivo. Il segnale amplificato dall’apparecchio acustico passa all’ascoltatore attraverso un cavo molto sottile. In questo modo l’altoparlante è fissato saldamente nel canale uditivo ed è spesso collegato con un auricolare personalizzato (Otoplastica) nell’orecchio. Una versione alternativa, che viene utilizzata nei casi più gravi, è l’ apparecchio acustico BTE con tubicino. In questo tipo di apparecchio acustico, il suono raggiunge l’orecchio del paziente, passando dal dispositivo tramite un tubicino con una chiocciola adattata esattamente all’orecchio.

Gli apparecchi acustici IdO e CIC

Una piccola variante sono i dispositivi IdO. Tutte le parti del dispositivo vengono adattate alla forma dell’orecchio. A causa delle loro dimensioni gli apparecchi acustici IdO sono meno efficienti di quelli BTE, per questo sono adatti solo ad una lieve a moderata perdita di udito. Anche all’interno dei dispositivi del gruppo di apparecchi IdO, ci sono gradazioni di dimensioni e prestazioni tecniche. Oltre ai dispositivi, che sono ancora visibilmente inseriti nell’orecchio, c’è anche la variante di CIC. Questa forma più piccola di apparecchio acustico viene inserita in profondità nel canale uditivo direttamente davanti al timpano. Tuttavia, questi piccoli dispositivi sono adatti solo per perdite uditive lievi.

Perché si deve indossare un apparecchio acustico?

Un peggioramento dell’udito interessa diversi aspetti. I toni alti, ad esempio, sono i primi interessati. Se si riesce a sentire male o per nulla il canto degli uccelli, i campanelli o l’ondeggiare dell’acqua, è un importante segnale di allarme. Anche se gli interlocutori vengono compresi con grande fatica, la causa è spesso una perdita uditiva. Continue richieste e difficoltà ( Aumento) nell’ascolto, sono preoccupanti non solo per il fisico, ma anche per lo stress mentale. Le persone colpite da disturbi dell’udito, si sentono spesso stanche e restringono il loro ambiente sociale per paura di non essere prese sul serio.

I moderni apparecchi acustici combattono questi problemi in maniera efficace. Anche se la percezione uditiva, in molti casi non può essere ripristinata, attraverso apparecchi acustici e allenamento uditivo è possibile compensare in gran parte l’udito. I minicomputer consentono di svolgere un certo lavoro. Amplificano i segnali non solo acustici, filtrano il rumore, riducono il rumore ambientale e rafforzano i suoni vocali mirati. Attraverso questi dispositivi, i portatori di apparecchi acustici riescono a percepire e comprendere meglio il prossimo, sono in grado di seguire le conversazioni nel gruppo e interagiscono meglio e in maniera più sicura con l’ambiente. Alcuni modelli sono invisibili dall’esterno e collocabili completamente nel canale uditivo.

Un apparecchio acustico professionale è quindi in grado di migliorare la qualità della vita dei non udenti e migliorare la loro salute mentale e fisica. Proprio per questo, l’acquisto di un apparecchio acustico per sordità è supportata anche da assicurazione. Il costo di un dispositivo di classe economica, la relativa consulenza di un audioprotesista e l’adattamento del prodotto, può essere soddisfatto già con il sostegno forfettario di assicurazione per l’invalidità. Qualora l’acquisto dovesse avvenire prima di raggiungere l’età pensionabile, verrà rimborsata una somma forfettaria pari al 75% dell’importo AI. Pertanto, è utile anche dal punto di vista finanziario, consultare uno specialista in presenza dei sintomi di perdita dell’udito.

Quando cambiare batterie all'apparecchio acustico?

Gli intervalli di cambio della batteria di apparecchio acustico dipendono da vari fattori. Uno di questi è la dimensione della batteria, che varia a seconda dell’apparecchio acustico. Ma il dispositivo stesso influisce sulla vita di una batteria. Un prodotto semplice, con poche funzioni aggiuntive, richiede meno energia di un apparecchio acustico di alta classe e con molti extra come, ad esempio, una connessione wireless alla TV. La frequenza di utilizzo è un altro fattore da prendere in considerazione. Se un dispositivo è indossato solo tre volte alla settimana , richiede meno energia rispetto a quando è in uso ogni giorno. Ciò è dovuto al disegno speciale delle batterie, anche se si può notare che dimezzando la frequenza di utilizzo, si prolunga la durata della batteria, ma non la si raddoppia.

A seconda della combinazione di questi tre fattori le batterie per apparecchi acustici devono quindi essere cambiate a intervalli diversi che variano dai tre giorni alle due settimane. Quando le prestazioni del dispositivo sono significativamente ridotte, occorre cambiare le batterie. Nel momento in cui diminuisce ulteriormente l’energia, il dispositivo informa l‘utente, per mezzo di segnali acustici, circa la necessità di sostituzione delle batterie.

Che cosa è un audioprotesista?

Un audioprotesista si occupa della vendita, personalizzazione e manutenzione degli apparecchi acustici per persone non udenti. In Svizzera, la professione di audioprotesista è un lavoro che richiede la formazione professionale superiore.

La formazione audioprotesisti

Responsabile della formazione in Svizzera è l’ Scuola dell’udito Svizzera. La formazione richiede tre anni di lavoro a tempo pieno in uno studio specializzato in problemi dell’udito. Inoltre, gli allievi vengono preparati mediante un corso di formazione che accompagna la loro professione. Alla fine della formazione vi è un esame professionale, il cui superamento è certificato con il diploma federale per la cura dell’udito. È consentito a colui che ha un certificato federale, di aprire una propria impresa specializzata e di trattare con le compagnie assicurative. Queste ultime richiedono, durante l’ esercizio della professione, quattro giorni di formazione ogni anno.

La professione di audioprotesista

La professione di audioprotesista unisce differenti settori di lavoro. Presso lo studio l’audiologo determina in primo luogo quanto la perdita dell’udito sia marcata, in seguito spiega agli interessati tutto ciò che c’è da sapere sulla loro perdita della capacità uditiva e sui metodi di trattamento possibili. Sulla base di ciò, gli audioprotesisti consigliano i loro clienti sui possibili apparecchi acustici, delineando i vantaggi e gli svantaggi dei singoli modelli e metodi di costruzione e basandosi anche sul budget disponibile dei clienti. Una volta individuato il dispositivo adatto, l’audiologo adegua il software del dispositivo in relazione alla perdita dell’udito dell’utente, in modo che riceva un dispositivo che si adatti alle sue esigenze. Tuttavia l’attività dell’audioprotesista non si ferma qui, perché anche le regolazioni successive e le sintonizzazioni, nonché la manutenzione del dispositivo vengono eseguite da lui. Il lavoro richiede la conoscenza non solo tecnica e medica, ma anche sociale – a causa della normale gestione dei pazienti- ed economica – soprattutto nella gestione di un’azienda.

Quanto costa un apparecchio acustico?

Sul mercato è presente una grossa varietà di apparecchi acustici. Esistono dispositivi per tutte le fasce di prezzo. Dispositivi a buon mercato sono ormai disponibili per alcune centinaia di CHF, i modelli di classe superiore costano sui 3’000 CHF per lato. Tuttavia un apparecchio acustico non è uguale ad un altro, mentre i modelli economici hanno solo le funzioni di base, le funzioni aggiuntive delle classi più alte forniscono una naturale e migliore esperienza di ascolto.

Modelli di apparecchi acustici a basso costo

Il più economico elaboratore del suono fornisce, soprattutto in situazioni domestiche, un supporto affidabile per l’orecchio. Essi amplificano il segnale audio digitale e lo trasmettono all’orecchio. Solitamente è possibile scegliere il supporto tra i diversi livelli di amplificazione, per adattare il dispositivo alle situazioni. La maggior parte dei dispositivi in questa fascia di prezzo, dispone anche di un‘ eliminazione dell‘eco, in modo che l’udito non venga affaticato dal fischio.

Apparecchi acustici classe media e funzioni extra

Oltre alla dotazione dei dispositivi a basso costo, gli apparecchi acustici della classe media dispongono di altre funzioni pratiche. Ad esempio è possibile collegarsi in modalità wireless a televisori , telefoni o impianti stereo. In questo caso il suono viene trasferito direttamente agli altoparlanti dei dispositivi, evitando così la perdita di qualità altrimenti causata dall’amplificazione. La tecnologia digitale rende anche possibile che gli apparecchi acustici siano in grado di riconoscere la lingua e di isolare l‘interlocutore. I rumori di fondo vengono indeboliti, per cui colui che indossa l’apparecchio acustico può comprendere meglio l’interlocutore anche in un ambiente rumoroso. La tecnologia integrata consente ai dispositivi di riconoscere anche la direzione da cui arriva un segnale sonoro.

ALLROUNDER acustici: apparecchi top di gamma

I dispositivi di classe superiore hanno un prezzo considerevole, ma prevedono anche molte caratteristiche che offrono un ottimale comfort di ascolto. Essi riconoscono automaticamente diverse situazioni di ascolto – per esempio, se si è a casa , al ristorante o per strada – e si adattano. Questo assicura che l’ascolto non sia danneggiato dall’eccessiva amplificazione del rumore o dall’interferenza, e che l’interlocutore venga sempre compreso. Inoltre, microfoni direzionali e speciali software permettono all’utilizzatore di identificare tutte le volte la posizione di una sorgente sonora. Se i dispositivi sono indossati su entrambi i lati, si coordinano tra loro, consentendo ai non udenti di ascoltare addirittura lo stereo. Un’ampia selezione di colori e disegni, consente a coloro che li indossano di trovare sempre un apparecchio acustico che non sia solamente è ottimizzato per l’udito, ma che corrisponda anche visivamente al loro gusto.

Chi sostiene il costo di un apparecchio acustico?

Se ha constatato una perdita dell’udito, non sostenga il costo dell’apparecchio acustico da solo. A seconda dei casi è possibile ottenere, con una perdita dell’udito diagnosticata e certificata, dei contributi per l‘assicurazione d’ invalidità(AI) o l’assicurazione di anzianità e superstiti(AVS).

Sovvenzioni di IV

Impiegati e persone abili, che hanno bisogno di un apparecchio acustico, ottengono dall’AI a partire dal 1° luglio 2011 un prezzo forfettario di 840 CHF da un solo lato, e 1‘650 CHF per la fornitura ad entrambi i lati. In questo modo si rende possibile agli interessati, di proseguire con la loro professione nonostante la perdita dell’udito. Gli importi forfettari permettono così la fornitura di un semplice ma funzionale apparecchio acustico e copre inoltre i costi per il servizio e la consulenza. Le persone interessate ricevono ogni anno ulteriori 40 (da un solo lato) o 80 (da entrambi i lati) CHF per l’acquisto di batterie nuove. La AI si occupa inoltre della riparazione dei dispositivi che hanno più di un anno. Le riparazioni di carattere elettronico sono sostenute fino a un massimo di 200 CHF, le riparazioni di altro tipo fino un massimo di 130 CFU. Ogni sei anni la AI aiuta i pazienti nell’acquisto di un nuovo dispositivo.

Sovvenzioni di AVS

Le persone già pensionate colpite da una perdita dell‘udito, ricevono come primo aiuto un contributo dall’AVS, che ammonta al 75% delle sovvenzioni AI per un apparecchio acustico, cioè 630 CHF e 1’237.50 CHF per due apparecchi. Se il trattamento iniziale è già assicurato dall’AI , il contributo concesso con l’entrata dell’AVS-vecchiaia non diminuisce. Inoltre tramite l‘AVS i pazienti sovvenzionati hanno diritto, ogni 5 anni, ad un nuovo apparecchio acustico- la condizione per questo è una prescrizione da parte del medico curante.

Disposizioni speciali per i bambini

Per i bambini e i ragazzi sotto i 18 anni si applica una disposizione speciale. Qui la AI paga il costo per l’acquisto e adattamento attraverso specialisti dei disturbi acustici dei bambini fino ad un importo massimo, che è fissato a un margine più alto rispetto al prezzo forfettario per gli adulti. La AI si assume i costi fino a 1’600 per il supporto ad un solo lato, e fino a 2’400 CHF per entrambi i lati.

Dove acquistare apparecchi acustici?

Gli apparecchi acustici sono disponibili presso i rivenditori, presso gli installatori di apparecchi acustici, ma si trovano sempre più in offerta anche in farmacia, presso l’ufficio postale e i discount- spesso sono meno costosi dei dispositivi di un esperto. Chiaramente dietro le differenze di prezzo vi è una ragione.

Apparecchi acustici da Discount e Co.

I dispositivi venduti da rivenditori, Discount e altri negozi procurano, in molti casi, solo un’ amplificazione del suono. Questi dispositivi sono disponibili a prezzi bassi, ma possono comportare anche svantaggi e rischi. In linea di massima presentano una struttura molto simile a quella di un apparecchio acustico (microfono , amplificatore , altoparlante , batteria), ma servono solo per un’amplificazione incontrollata di tutti i segnali acustici. Un vero adattamento all’orecchio e ai problemi di udito è appena possibile per i non udenti. Poiché i dispositivi amplificano tutti i segnali senza operare una selezione, all’ascoltatore vengono trasferiti anche i rumori di fondo. Talvolta le scarse possibilità di regolamentazione del suono possono addirittura causare un danno maggiore all’udito.

Apparecchi certificati e consigli audioprotesisti

Per un apparecchio acustico di alta qualità allineato al proprio udito, la visita all’audiologo offre una garanzia. Costui non solo ha la possibilità di presentare una grande varietà di apparecchi acustici di ogni fascia di prezzo e di diversi produttori, ma consiglia anche i clienti con competenza e spiega i vantaggi e gli svantaggi dei diversi modelli e tipi. Attraverso un test professionale, individua il livello di perdita dell’udito e, in seguito alla scelta dell’apparecchio acustico da parte del cliente, adatta il dispositivo all’udito del paziente. L’audiologo offre, inoltre, il suo aiuto qualora dovessero verificarsi problemi o difetti dopo l’acquisto. Presso i rivenditori di apparecchi acustici sono disponibili dispositivi acquistabili allo stesso prezzo degli amplificatori del suono, inclusa la consulenza e la personalizzazione.

Perché gli apparecchi acustici fischiano?

Solitamente se l’apparecchio acustico comincia a fischiare quando lo si indossa, la causa può essere il ritorno dell‘eco. Questo si verifica quando il suono passa dagli altoparlanti del dispositivo al microfono. Il segnale è talmente amplificato che viene percepito come sgradevoli fischi. Gli apparecchi acustici moderni hanno spesso software per rilevare e prevenire il ritorno dell‘eco. Tuttavia, in qualche momento, il problema può sorgere ugualmente, soprattutto per i dispositivi della classe economica. Questo può dipendere da diversi motivi.

Motivi tecnici

Il caso più semplice è un apparecchio acustico regolato troppo alto. Più forte è il suono che proviene dall’altoparlante del dispositivo, maggiore è la probabilità che il microfono percepisca e generi un ritorno. Quindi già una riduzione del volume può contribuire a risolvere il problema. Tuttavia spesso la causa è dovuta al montaggio dello stampo dell’orecchio malato ( otoplastica) che viene utilizzato negli apparecchi acustici dietro l’orecchio. Se questo non è adattato in modo ottimale all’orecchio di chi lo indossa, il suono fuoriesce dal canale auricolare attraverso gli interstizi dello stampo dell’orecchio e dell’otoplastica al microfono. Attraverso l’adattamento dell’otoplastica e la personalizzazione del dispositivo stesso, è possibile risolvere il problema fischio, intervenendo sulle cause tecniche che lo generano.

Altre cause di ritorno dell‘eco

Al di la dei motivi prettamente tecnici, sono anche altri i fattori che vengono presi in considerazione, come i problemi tecnici della guaina del canale uditivo che, sagomata in maniera scorretta, favorisce le infiltrazioni del suono a causa della sua forma. Anche un’eccessiva produzione di cerume, nel momento in cui si forma un tappo che blocca il canale uditivo, può provocare il ritorno del suono. Il tappo di cerume, infatti, rimanda il suono degli apparecchi acustici direttamente indietro. La rimozione di questi tappi deve essere effettuata da un otorinolaringoiatra. Costui insieme al vostro audioprotesista, si occuperà inoltre di risolvere eventuali ulteriori problematiche e della consulenza medica relativa al trattamento

Improvvisa perdita dell’udito

Che cos’è l’improvvisa perdita dell’udito?

Una sordità improvvisa è l’insorgere di un’inattesa, unilaterale perdita dell’udito. Generalmente essa si sviluppa ed evolve nel giro di 24 ore. In presenza di una perdita dell’udito i segnali che giungono all’orecchio interno non vengono più elaborati e trasportati al cervello (perdita dell’udito sensorineurale). Gli interessati percepiscono i suoni a un volume più basso, e non distinguono più i toni di tutte le frequenze – in alcuni casi sussiste addirittura una perdita dell’udito totale, a causa della quale l’udito dell’interessato non è in grado di percepire alcun tipo di rumore. Tuttavia una perdita dell’udito sensorineurale non è da considerare automaticamente una condizione di sordità improvvisa. Quest’ultima potrebbe, infatti, essere il frutto di altri fattori, come ad esempio forti rumori o un’infezione virale. Per poter stabilire una relazione diretta tra una sordità improvvisa è una perdita dell’udito sensorineurale, bisogna prendere in esame ulteriori fattori.

Prima dell’insorgere di una sordità improvvisa, vi è spesso la comparsa di fastidi come il tinnito o la sensazione di pressione nell’orecchio, che persistono anche dopo il verificarsi della perdita dell’udito. In alcuni casi il tinnito persiste anche quando la perdita dell’udito si è placata. Inoltre vengono spesso descritti ulteriori sintomi, che tuttavia non si manifestano in tutti i pazienti. In casi rari una sordità improvvisa è connessa, ad esempio, alla comparsa di vertigini. Spesso i pazienti avvertono anche un’attenuazione della sensibilità del padiglione auricolare ipoestesia.

Le cause dell’insorgere della sordità improvvisa non sono dimostrabili, motivo per il quale essa può essere individuata solo attraverso una diagnosi fatta per esclusione. Le cause non individuabili diventano così tra i più importanti criteri di riconoscimento di una perdita acustica improvvisa. Va inoltre ricordato che essa non si manifesta mai in relazione al mal d’orecchi.

Come riconoscere un’improvvisa perdita dell’udito?

Generalmente una perdita dell’udito si riconosce dall’improvviso insorgere di difficoltà uditive unilaterali. Rumori e voci suonano notevolmente più bassi e spesso non vengono nemmeno più riconosciuti chiaramente. Gli interessati avvertono come la sensazione di avere dell’ovatta o una cuffietta auricolare nell’orecchio. In alcuni casi la sordità improvvisa si manifesta in seguito all’insorgenza del Tinnito o della Pressione auricolare. Qualche volta le patologie si manifestano contemporaneamente. Non di rado la sordità improvvisa viene accompagnata da vertigini.

Per un chiarimento definitivo circa l’insorgere di difficoltà uditive è sempre necessario consultare uno specialista. Egli sarà in grado di verificare, attraverso differenti test, se sussiste una sordità improvvisa alla base di tali difficoltà. Attraverso un’otoscopia vengono innanzitutto individuate le ostruzioni del condotto uditivo. Con l’aiuto di diversi test dell’udito viene individuato in seguito il grado di difficoltà uditiva. Attraverso i test viene inoltre determinato se si tratta di un disturbo uditivo relativo all’orecchio medio o all’orecchio interno. Un audiogramma tonale mostra infine, in quale banda di frequenza sussiste la difficoltà uditiva. Ulteriori cause, circostanze e chiarimenti possono essere individuati dal medico attraverso test aggiuntivi, come ad esempio:

  • Microscopia acustica
  • Ecografia
  • Esami del sangue
  • Misurazione della pressione arteriosa

Molto utile per il medico è conoscere inoltre la storia clinica del paziente (Anamnesi). In essa può, infatti, individuare ulteriori informazioni in grado di indicare alla base della sordità improvvisa, una causa differente dalla perdita dell’udito vera e propria.

Perché si manifesta la sordità improvvisa?

Il motivo preciso alla base dell’insorgere della sordità improvvisa è tuttora ignoto. Molto spesso disturbi circolatori, infezioni e stress vengono individuati come possibili cause. Sebbene le origini precise della comparsa di una sordità improvvisa non siano chiare, sono invece ben noti dei fattori che ne favoriscono l’insorgenza.

Poiché l’alterazione dell’equilibrio della circolazione sanguigna viene vista come uno dei principali fattori di rischio per la comparsa della sordità improvvisa, sono soprattutto le persone con le seguenti caratteristiche a essere colpite da perdita improvvisa dell’udito:

  • Fumatori
  • Persone in sovrappeso
  • Diabetici
  • Persone affette da ipertensione
  • Persone con alti livelli di colesterolo

Anche infezioni virali o infiammazioni agli organi dell’udito – come ad esempio l’otite – vengono spesso ritenuti responsabili dell’insorgere del problema. Il gonfiore spesso collegato all’infezione, è solitamente in grado di influenzare negativamente le facoltà uditive. Inoltre i virus possono attaccare il nervo acustico, limitando e compromettendo così le capacità uditive del paziente.

La conseguenza di un’infezione può causare di frequente un’elevata produzione di cerume. Qualora non dovesse essere smaltito, ad esempio perché troppo denso, esso finisce per depositarsi nel condotto acustico provocandone una congestione. Il paziente avverte quindi difficoltà nell’udire, in quanto i segnali acustici provenienti dall’esterno vengono percepiti come attutiti. Il medico può velocemente individuare la presenza di un tappo di cerume e identificarlo come causa della difficoltà uditiva. Il tappo viene rimosso dall’orecchio del paziente e le facoltà uditive vengono così generalmente ripristinate.

Anche una prolungata condizione di stress può essere fattore scatenante di una sordità improvvisa, tuttavia questa affermazione non è stata ancora comprovata. Lo stress può, infatti, favorire l’insorgere di malattie o problemi circolatori e, a lungo andare, può essere poco salutare – non è però riconosciuto come una vera e propria causa dell’insorgere della sordità improvvisa.

Come viene trattata la sordità improvvisa?

Spesso la sordità improvvisa subisce una regressione nel giro di 24 ore dal suo manifestarsi e infine sparisce da sola. Se la difficoltà uditiva è tuttavia forte e persistente e viene accompagnata da altri sintomi – come ad esempio le vertigini – è consigliabile consultare uno specialista. Altrettanto necessario rivolgersi a un medico se una sordità dura per lungo tempo.

Trattamento di una sordità improvvisa acuta

L’origine reale della sordità improvvisa è tuttavia ancora ignota, per questo non esiste ancora un piano terapeutico ben definito. Alla comparsa di una sordità improvvisa si tenta innanzitutto di ridurre i fattori di rischio e di garantire alle orecchie una migliore circolazione del sangue. Il trattamento più diffuso e dimostrato è quello che prevede la stimolazione della circolazione (reologia) attraverso mezzi specifici. Questi garantiscono una più efficace circolazione del sangue, responsabile del trasporto delle sostanze nutritive dentro e fuori dall’orecchio.

Attraverso le infusioni reologiche, le ciglia vibratili presenti nell’orecchio interno vengono nutrite meglio.

A esse vengono spesso combinati farmaci antinfiammatori. In questo modo eventuali gonfiori, che influenzano negativamente l’udito, tendono a calmarsi. In genere, vengono inoltre somministrati farmaci cortisonici, per infusione o in compresse. Non di rado vengono iniettati preparati medici direttamente all’interno dell’orecchio medio. In questi casi il medico buca la membrana timpanica con una siringa e immette il cortisone direttamente nell’orecchio medio, che da li prosegue verso l’orecchio interno.

In casi particolarmente gravi viene praticata la cosiddetta emodialisi (Aferesi). Il sangue del paziente viene prelevato dal corpo e purificato artificialmente da grassi e sostanze coagulanti attraverso un macchinario, così da migliorarne la fluidità. Infine il sangue viene nuovamente iniettato nel corpo del paziente. Grazie al trattamento depurativo del sangue viene garantita una migliore circolazione anche alle orecchie.

Al fine di evitare l’insorgenza di una nuova sordità improvvisa, soprattutto i pazienti che soffrono di sovrappeso, ipertensione, diabete e colesterolo alto, dovrebbero cercare di condurre una vita libera da stress. Inoltre sarebbe opportuno cercare di seguire un’alimentazione equilibrata e di praticare attività sportiva, al fine di evitare una nuova depurazione artificiale del sangue.

Trattamento della sordità improvvisa persistente

Se una perdita improvvisa dell’udito dura molto tempo, può dipendere dalla compromissione delle ciglia vibratili presenti nell’orecchio interno, il cui processo di guarigione non può essere condotto dal corpo stesso. La difficoltà uditiva insorta risulta quindi duratura e potrebbe anche trattarsi di un danno permanente e non curabile. Una perdita dell’udito sensorineurale può essere compensata almeno in parte, dall’utilizzo di un apparecchio acustico. Un apparecchio acustico moderno è perfettamente in grado di rendere nuovamente percettibili le frequenze non più udibili dall’orecchio dell’interessato. Esso, infatti, non solo potenzia il segnale, ma fa anche in modo di dissolvere le interferenze di fondo. In questo modo gli apparecchi acustici possono essere di grande aiuto nel caso in cui la perdita dell’udito si manifesti in relazione al tinnito. Parte delle facoltà uditive compromesse viene ripristinata e la qualità della vita del paziente interessato migliora notevolmente.

Sordità improvvisa: cosa accade nell’orecchio?

Le cause precise della sordità improvvisa sinora non sono state ancora chiarite. La ricerca afferma che sono diversi i fattori che provocano un disturbo circolatorio nei minuscoli vasi sanguigni dell’orecchio interno – perché ad esempio le piastrine tendono ad agglomerarsi. L’orecchio interno è costituito dalla chiocciola ossea (coclea) e dagli organi dell’equilibrio. I segnali acustici vengono registrati nella coclea dalle cellule ciliate presenti nell’Organo del Corti e trasformati in impulsi nervosi. A causa di un disturbo circolatorio dell’orecchio interno, si giunge inevitabilmente a un’insufficiente approvvigionamento di ossigeno e sostanze nutrienti presenti nel sangue, fondamentali per la sopravvivenza delle ciglia vibratili. Così le cellule sensoriali non riescono più a svolgere il loro compito, vengono danneggiate e finiscono per morire se l’insufficienza nutritiva perdura. Qualora le ciglia vibratili non riuscissero più a raccogliere e trasmettere informazioni, il paziente avrà difficoltà a udire o non sentirà del tutto, nelle bande di frequenze delle ciglia vibratili danneggiate.

Pressione auricolare

Come insorge la pressione auricolare?

La pressione alle orecchie può manifestarsi in diverse circostanze. La causa può essere ad esempio un disturbo della ventilazione, ma potrebbe anche insorgere come un disturbo relativo ad altre patologie.

Disturbo funzionale della Tromba di Eustachio

Per regolare la pressione all’interno dell’orecchio, è di fondamentale importanza il collegamento tra orecchio medio e rinofaringe (Tromba di Eustachio, tromba auricolare) in quanto l’aria giunge alla membrana timpanica proprio attraverso questo collegamento. La Tromba di Eustachio ha due funzioni: da un lato coordina la ventilazione dell’orecchio medio, come ad esempio del timpano, d’altro canto è attraverso la tromba d’Eustachio che le secrezioni defluiscono alla gola, così da lasciare libero l’orecchio. Generalmente la tromba di Eustachio si apre durante la masticazione, la deglutizione o lo sbadiglio, in quanto si verifica una compensazione tra la pressione dell’orecchio e quella esterna.

Se la tromba di Eustachio è interessata da un gonfiore, è bloccata o non si apre in maniera corretta, si avverte la sgradevole sensazione di pressione nell’orecchio. Tale sensazione si manifesta nel momento in cui la membrana timpanica s’inarca verso l’interno a causa della depressione insorta nell’orecchio. Questo effetto insorge soprattutto in situazioni particolari, come ad esempio durante il decollo e l’atterraggio di un aereo, in ascensore in un palazzo molto alto, praticando immersioni o attraversando un tunnel. Se sussiste un corretto funzionamento della tromba di Eustachio, questi scompensi di pressione possono essere facilmente eliminati con la deglutizione o sbagliando, in caso contrario il fastidio persiste.

Un’occlusione della tromba di Eustachio può avvenire anche a causa di un accumulo di secrezione che non riesce più a defluire e si posiziona davanti alla membrana timpanica opprimendola. Questo provoca non solo la presenza di una sgradevole sensazione di pressione, ma comporta spesso anche la presenza di mal d’orecchi.

Tuttavia può anche capitare che la tromba di Eustachio si apra di continuo – questo accade principalmente a causa di una mutazione nel tessuto adiposo e connettivo del canale stesso. Anche l’apertura permanente della tromba di Eustachio può condurre alla sensazione di pressione nell’orecchio.

Altre cause che portano alla pressione auricolare

Una sensazione di pressione nell’orecchio non deve essere per forza collegata a una disfunzione della tromba di Eustachio. I fattori responsabili dell’insorgere di tale fastidio possono essere molteplici. Ad esempio, se il condotto uditivo è ostruito dal cerume, non solo si verifica una perdita dell’udito transitoria, ma si avverte spesso anche la presenza di pressione nell’orecchio. Anche una sordità improvvisa causata da un disturbo circolatorio dell’orecchio, può avere come conseguenza la sensazione di pressione. La pressione all’orecchio è spesso effetto collaterale di:

  • Gonfiore nell’area gola-naso-orecchio
  • Problemi dell’articolazione temporo-mandibolare
  • Malattie dell’orecchio interno (ad esempio la Sindrome di Menière)
  • Sovraccarico muscolare del palato o della mascella
  • Sovraccarico della vertebra cervicale
  • Tumori

Come contrastare la pressione auricolare?

L’insorgere della pressione auricolare può essere evitato e spesso la sensazione di pressione può essere eliminata attraverso semplici mezzi. Se la causa del fastidio è la presenza di una malattia o di una disfunzione delle orecchie o della tromba di Eustachio, il trattamento terapeutico può essere talvolta dispendioso ed è consigliabile lasciare che sia un medico a eseguirlo.

Pressione auricolare acuta e come compensarla

Qualora dovesse insorgere improvvisamente una sensazione di pressione a un orecchio o a entrambe, sarà possibile porre rimedio al problema attraverso semplici mezzi. Può essere utile deglutire frequentemente, masticare (ad esempio un chewing-gum) e tentare di sbadigliare. In questo modo è possibile riequilibrare la pressione all’interno dell’orecchio, poiché generalmente attraverso questi movimenti la tromba di Eustachio si apre. Se questi accorgimenti non dovessero essere di aiuto, è possibile praticare la cosiddetta Manovra di Valsalva: espirare a lungo tenendo ben chiusi il naso e la bocca. Poiché l’aria non potrà uscire dalla bocca o dal naso, andrà a comprimere la tromba di Eustachio provocando così una compensazione della pressione nell’orecchio medio.

Qualora il problema della pressione auricolare dovesse insorgere spesso durante voli aerei, o dovesse sussistere una condizione di raffreddamento durante il viaggio, risulta molto utile l’utilizzo preventivo di uno spray nasale. Le proprietà decongestionanti dello spray consentiranno all’aria di circolare meglio nella rinofaringe e nella tromba di Eustachio, così da evitare l’insorgere della sensazione di pressione nell’orecchio. In questo caso è consigliabile utilizzare nuovamente lo spray prima dell’atterraggio.

Trattamento della pressione auricolare persistente

Se non si dovesse riuscire a porre rimedio alla pressione auricolare attraverso la masticazione o metodi simili, sarà opportuno consultare un medico al fine di determinare l’origine della pressione e individuare il modo di eliminarla. Nei casi più semplici, la pressione insorge a causa della presenza di un tappo di cerume nel condotto uditivo, che in genere può essere facilmente eliminato dal medico mediante l’utilizzo di una lavanda auricolare.

Se la pressione sulla membrana timpanica si sviluppa a causa di un accumulo di fluido nell’orecchio medio, in caso di persistenza del problema può essere utile un piccolo intervento. In circostanze del genere viene procurato un piccolo foro nella membrana timpanica, così da permettere al liquido di defluire verso l’esterno attraverso la piccola apertura. Qualora questo problema dovesse insorgere spesso, è possibile inserire nella membrana timpanica un drenaggio trans-timpanico in grado di assicurare la corretta ventilazione dell’orecchio medio e favorire il drenaggio del liquido.

Spesso malattie come ad esempio il raffreddore, sono responsabili di un accumulo della secrezione o di uno scompenso della pressione. In questi casi può accadere che le mucose siano infiammate o che parte dell’area relativa a gola, naso e orecchie presenti gonfiore, compromettendo così la corretta ventilazione delle orecchie – ad esempio della tromba di Eustachio. Anche una reazione allergica può provocare gonfiore e favorire l’insorgere di pressione auricolare. In alcuni casi può essere d’aiuto trattare le malattie con farmaci medicinali. A seconda dell’origine del gonfiore possono essere d’aiuto spray nasali decongestionanti, farmaci antibiotici o antiallergici.

Infine la pressione auricolare può generalmente essere provocata anche da un sovraccarico muscolare o della colonna vertebrale. Qualora il medico dovesse individuare queste cause alla base del disturbo, può essere d’aiuto fare ricorso a misure fisioterapiche al fine di alleviare la pressione.

Perché insorge pressione auricolare in un tunnel?

A molte persone capita, soprattutto durante i viaggi in treni ad alta velocità, di avvertire una sensazione di pressione alle orecchie quando il treno attraversa un tunnel. In alcuni casi il disturbo aumenta fino a provocare dolore alle orecchie. Il motivo alla base di questo fastidio è il forte cambiamento di pressione che si verifica all’arrivo del treno. Imboccando il tunnel, il treno comprime verso l’interno l’aria che incontra all’ingresso. Poiché all’interno del tunnel non vi è abbastanza spazio per l’aria affinché “circondi” il treno, essa viene compressa attraverso un innalzamento della pressione. La velocità con la quale l’aria viene compressa non è sufficiente affinché il corpo si adegui e provveda a una compensazione della pressione dell’orecchio, provocando così come conseguenza una sensazione di pressione auricolare.

Perché insorge la pressione auricolare in aereo?

Un aereo, durante le fasi di decollo e di atterraggio, si trova a dover affrontare una grossa differenza di quota. La densità e di conseguenza la pressione dell’aria, diminuisce con il crescere dell’altezza. Durante un volo in aereo questo cambiamento della pressione avviene oltretutto in maniera così rapida, che il processo di compensazione della pressione, che s’innesca automaticamente nel corpo, non avviene correttamente. La conseguenza è una sovrappressione all’interno dell’orecchio dopo il decollo – all’atterraggio dell’aereo la pressione esterna cresce, così che la mancanza di compensazione della pressione, comporta l’insorgere di un aumento di pressione all’interno dell’orecchio.

Perdita dell'udito

Come si sviluppa una perdita dell’udito?

Una perdita dell’udito può essere provocata da cause differenti. A tal proposito è necessario individuare le diverse tipologie di perdita dell’udito in quanto può essere originata da molteplici fattori.

Difficoltà di trasmissione del suono

In caso di difficoltà dovute alla trasmissione del suono, le facoltà uditive vengono ridotte poiché il suono proveniente dall’esterno non riesce a giungere correttamente e completamente all’orecchio interno. Questo fenomeno può avere un’origine transitoria, come ad esempio in presenza di un tappo di cerume o di un’infiammazione del condotto uditivo. In circostanze del genere si parla di una perdita dell’udito temporanea. In altri casi invece, la trasmissione del suono può essere disturbata in maniera duratura a causa di malformazioni del condotto uditivo, di una perforazione della membrana timpanica o di malformazioni del padiglione auricolare – sussiste così una difficoltà uditiva permanente.

Difficoltà di percezione del suono

In questo caso è l’orecchio interno a essere compromesso. I segnali acustici non vengono più elaborati in maniera completa. Sia le ciglia vibratili, presenti nell’orecchio interno, che porzioni di nervi non lavorano più correttamente, motivo per il quale il segnale acustico non viene più percepito integralmente – gli individui interessati dalla cosiddetta perdita dell’udito sensorineurale non distinguono più del tutto specifici suoni. Un simile danneggiamento dell’orecchio interno avviene in genere a causa di forte rumore, ma possono essere anche altre le ragioni all’origine di una perdita dell’udito simile, come ad esempio:

  • difficoltà uditive determinate da fattori genetici
  • Infezioni virali, come ad esempio orecchioni, morbillo, rosolia
  • Sordità improvvisa
  • Tumore
  • Trauma cranico

Perdita combinata dell’udito

In caso di una perdita combinata dell’udito, sussiste sia una condizione di trasmissione parziale del suono, sia una condizione di percezione parziale del suono, che sono diverse tra loro. La percezione acustica dell’interessato varia seconda di quale porzione sia più grande. Molteplici potrebbero essere i fattori responsabili di una tale condizione di perdita combinata dell’udito, come ad esempio un’otite media cronica, una malattia delle ossa che cingono l’orecchio interno (otosclerosi), o difficoltà uditive unilaterali.

Disturbi dell’elaborazione e percezione uditiva

In caso di disturbi dell’elaborazione della percezione uditiva, le cause non sono da ricercare tra le patologie dell’orecchio. Infatti, mentre le orecchie funzionano normalmente, risulta problematica l’elaborazione del segnale tra l’orecchio interno e cervello. Le origini dei disturbi dell’elaborazione della percezione uditiva sono ancora oggi poco chiari.

Cosa si può fare in caso di perdita dell’udito?

Poiché alla base di una perdita dell’udito possono esserci cause differenti, anche la tipologia di piano terapeutico si differenzia di volta in volta. Tuttavia in buona parte dei casi è possibile aiutare l’interessato almeno a migliorare le proprie capacità uditive.

Terapia per la difficoltà di trasmissione del suono

Il trattamento di una specifica perdita dell’udito dipende innanzitutto da se si tratta di un disturbo transitorio o permanente. Se l’origine della perdita dell’udito risiede in un’ostruzione del condotto uditivo da parte di un corpo estraneo o di un tappo cerume, generalmente il problema viene risolto con l’eliminazione dell’impedimento.

Anche in caso di un disturbo della ventilazione – ad esempio a causa di un gonfiore del condotto che collega l’orecchio medio alla faringe (Tromba di Eustachio)- esso può essere facilmente eliminato attraverso la somministrazione di medicinali.

Una difficoltà di trasmissione del suono permanente si presenta invece più difficile da trattare. In alcuni casi gli ossicini dell’udito distrutti o danneggiati, possono essere ripristinati attraverso interventi difficili e delicati. Anche gravi compromissioni della membrana timpanica possono essere talvolta risolte attraverso un’operazione. In alcuni casi un apparecchio acustico professionale risulta molto utile al fine di favorire la corretta e completa trasmissione all’orecchio interno dei segnali acustici provenienti dall’esterno.

Trattare una difficoltà di percezione del suono

In presenza di una compromissione permanente dell’orecchio interno non esiste una terapia efficace. Per questo motivo, è fondamentale riconoscere velocemente una tale perdita dell’udito. Qualora non fosse possibile curare il disturbo, si potrebbe almeno tentare di trattarlo con l’ausilio di un moderno apparecchio acustico. Questi ultimi vengono infatti regolati a seconda della perdita acustica dell’interessato, in modo da rendere nuovamente udibili le frequenze non più percepite a causa del danneggiamento delle ciglia vibratili. Essi sono inoltre in grado di analizzare l’ambiente circostante di coloro che li indossano, così da adattarvisi automaticamente. In questo modo vengono, ad esempio, attenuati i rumori di fondo e potenziati i discorsi delle persone. Grazie all’utilizzo di un apparecchio acustico, unito a un programma di allenamento, è possibile contrastare le difficoltà dell’udito.

Il trattamento del disturbo dell’elaborazione e della percezione uditiva

Qualora la perdita acustica sia dovuta a un disturbo dell’elaborazione e della percezione uditiva, non sarà possibile arrivare alla guarigione.

Facendo ricorso a differenti terapie è possibile talvolta raggiungere un miglioramento, sebbene non vi sia alcuna garanzia. Fra i metodi di trattamento più largamente diffusi vi sono gli apparecchi acustici e l’allenamento acustico, grazie ai quali gli individui colpiti imparano a riconoscere i suoni e a distinguerli l’uno dall’altro.

Acufene

Che cos’è l'acufene?

Con il termine tinnito si designa la presenza di un tintinnio, un sibilo o un fruscio ad una o entrambe le orecchie. Nel 99% dei casi i rumori vengono percepiti soltanto dall’interessato, si parla dunque di tinnito soggettivo. In presenza di un tinnito oggettivo è invece possibile che rumori vengano uditi anche dall’esterno. In questa rara forma di tinnito i rumori si sviluppano ad esempio, mediante il sangue che scorre attraverso vasi sanguigni ristretti. In casi del genere l’interessato avverte un sibilo o fruscio. Poiché in presenza di un tinnito oggettivo può essere individuata un’origine fisica, l’approccio terapeutico risulta relativamente semplice.

L’origine precisa del tinnito soggettivo è tuttavia ignota, nella maggior parte dei casi si manifesta come una diretta conseguenza di altre malattie dell’orecchio. Si pensa che i neuroni preposti all’udito, comincino a inviare segnali autonomamente, quando non ricevono più stimoli da parte dell’orecchio interno.

Spesso i brusii auricolari insorti, svaniscono improvvisamente nel giro di poco tempo, in alcuni casi invece persistono per ore, giorni o mesi nella testa dell’interessato – in parte non vanno mai più via.

Acufene acuto e cronico

Durante i primi tre mesi dalla sua comparsa, il tinnito viene definito acuto. Tuttavia non bisogna aspettare che trascorra questo lasso di tempo prima di sottoporsi a visita medica, infatti, al più tardi dopo qualche giorno, sarebbe consigliabile consultare uno specialista per un consiglio esperto. Con il perdurare dei rumori auricolari, sussiste difatti il pericolo che essi si trasformino in un tinnito cronico. Se il brusio dura più di 3 mesi le probabilità di guarigione diminuiscono drasticamente. Generalmente una volta trascorso questo intervallo di tempo, non è più possibile abituare il cervello al suo nuovo modello comportamentale. In presenza di un tinnito cronico, il trattamento terapeutico non mira più alla guarigione. I pazienti devono infatti principalmente imparare a convivere con le interferenze e a ignorarle quanto più possibile.

Acufene: sintomo collaterale di altre patologie

La comparsa di rumori auricolari, come il tinnito, non è tuttavia una vera e propria sindrome, in genere infatti i rumori si manifestano come sintomo collaterale di un’altra patologia. Al fine di liberarsi di un tinnito è necessario quindi guarire dalla malattia che lo genera. Sono soprattutto condizioni di stress prolungato, malattie metaboliche, ipertensione e aritmie cardiache a favorire la comparsa del tinnito soggettivo, ma anche numerose altre patologie possono comportare i fastidiosi rumori auricolari, come ad esempio:

  • lesioni della membrana timpanica
  • perdita improvvisa dell’udito
  • trauma da forte rumore
  • raffreddore
  • infiammazione dell’orecchio medio
  • malattie metaboliche
  • arteriosclerosi

Spesso il brusio auricolare può essere anche collegato a problemi della colonna vertebrale o della mascella. Poiché esistono delle connessioni tra i nervi che interessano la colonna vertebrale e quelli dell’udito, anche un blocco della muscolatura del collo può causare come conseguenza l’insorgere del tinnito. Analogamente può manifestarsi in presenza di problemi alle articolazioni della mascella o del muscolo massetere. Anche lo stridore dei denti può periodicamente causare brusio auricolare.

Acufene come effetto indesiderato

Non sono soltanto i malesseri fisici o psichici le ragioni sospette dell’insorgere di un tinnito. Anche alcuni medicinali che vengono impiegati nel trattamento di altre patologie, possono presentare tra gli effetti collaterali, la comparsa di brusio auricolare. Soprattutto durante l’assunzione di alte dosi di antidolorifici, di farmaci regolatori della pressione arteriosa, antidepressivi o medicinali impiegati durante la chemioterapia, sarebbe opportuno individuare con il medico un trattamento farmacologico collaterale, in grado di evitare che il tinnito diventi cronico.

Come mai si sviluppa l'acufene?

La reale origine dell'acufene è sconosciuta. Per lungo tempo si è pensato che si sviluppasse a causa dell’errato invio di segnali al cervello, da parte dell’orecchio interno. Per questo motivo, in presenza di un acufene molto forte, si è fatto ricorso alla recisione del nervo acustico. Tuttavia i rumori non sembravano scomparire, il paziente era sordo ma continuava a percepire ancora l'acufene. Nel frattempo è stato dimostrato che il tinnito si sviluppa nel cervello dell’interessato. Poiché il tinnito spesso si manifesta in collegamento o come conseguenza di un danneggiamento dell’udito, si ritiene che il cervello tenti di compensare automaticamente i suoni mancanti a causa del danno acustico. I neuroni che non ricevono più alcun impulso, generano autonomamente segnali che il cervello impara a percepire. Poiché dai neuroni interessati non provengono impulsi, se l’udito è danneggiato in maniera permanente, il suono rimane sempre udibile. In questo modo il cervello fa si che insorga il tinnito.

Tuttavia i danni all’udito non sono le uniche cause individuabili. Molti altri fattori possono concorrere nell’insorgere del tinnito – come quando la reale ragione è sparita da lungo tempo, e i suoni sono però ancora udibili. Se ad esempio ci si concentra troppo sul tinnito – anche quando esso è molto debole – si può sfociare in un peggioramento del problema. In questo caso accade infatti, che il cervello si concentri in particolare sui nuovi “suoni” e tenti di apprenderli.

Dove si sviluppa l'acufene?

Per lungo tempo è stato poco chiaro dove vada realmente a svilupparsi il tinnito. Si parte dall’idea che a essere responsabile della comparsa dei rumori, sia un danneggiamento delle ciglia vibratili presenti all’interno dell’orecchio. Normalmente quando vengono stimolate da un segnale acustico, esse inviano impulsi al centro dell’udito situato nel cervello. Nel caso del tinnito si presume sussista un difetto nel loro funzionamento, ad esempio a causa di un insufficiente approvvigionamento di sostanze nutritive o di un danneggiamento dovuto al rumore. Tuttavia bisogna assodare se l’interessato continua a udire i rumori anche una volta che il nervo acustico viene reciso e quindi nessun segnale viene più trasmesso dall’orecchio al cervello.

Qualora i rumori dovessero comparire da soli nel cervello, l’orecchio interno non sarebbe in ogni caso estraneo. Se si presenta una minorazione dell’udito – ad esempio a causa di una sottoalimentazione delle ciglia vibratili o di un danneggiamento delle stesse – il centro dell’udito non riceve più segnali nelle frequenze interessate. I neuroni preposti tentano dunque di compensare questo deficit producendo da soli segnali che vengono percepiti come tinnito. Col passare del tempo il cervello impara a generare e udire tali suoni, in questi casi il tinnito resta presente, se non si pone rimedio al reale danneggiamento dell’udito. Superato un periodo di 3 mesi, si rischia di sfociare in un tinnito cronico, in presenza del quale le possibilità di guarigione sono decisamente più basse rispetto alla fase acuta.

Cosa fare in presenza di acufene?

Se si avvertono a uno o entrambe le orecchie dei fastidiosi rumori come fischi, scricchiolii o fruscii, può sorgere il dubbio di essere in presenza di un tinnito. In questo caso è necessario innanzitutto cercare di rilassarsi, soprattutto è importante evitare lo stress eccessivo e gli ambienti troppo rumorosi. Generalmente i rumori spariscono da soli in tempi relativamente brevi, tuttavia potrebbero ripresentarsi qualora dovessero sussistere nuovamente condizioni di stress o sovraccarico dell’udito.

In questo caso, e anche qualora i rumori non dovessero calmarsi nemmeno con il riposo, è opportuno consultare un dottore. Qualora dovesse sussistere un tinnito oggettivo il medico sarà in grado, con l’ausilio dei suoi strumenti, di udire i brusii. Una sorgente sonora vicina all’orecchio interno sarà la causa dell’interferenza. Caso diverso si presenterà qualora il medico non dovesse udire nulla. La comparsa di un tinnito soggettivo e di gran lunga più frequente e copre circa il 99% dei casi. In una situazione di questo tipo, è necessario curare la malattia che è all’origine del tinnito. Se il trattamento riscuote successo durante la fase acuta -vale a dire durante i primi tre mesi dopo la comparsa dei rumori- le prospettive di guarigione sono relativamente buone. Una volta trascorso questo lasso di tempo, è spesso impossibile riuscire a far sparire i rumori, poiché i neuroni interessati generalmente hanno già “imparato” a trasmettere i segnali in maniera permanente.

Spesso il tinnito è collegato a una minorazione dell’udito. Questo può avvenire a causa di diverse malattie, di un trauma acustico o con l’avanzare dell’età. Al fine di riequilibrare la perdita acustica è possibile ricorrere all’utilizzo di dispositivi moderni. Questi ultimi sono molto più che dei semplici potenziatori dell’udito, sono piccoli computer che non solo aumentano la forza del segnale acustico, ma lo elaborano anche. A seconda del modello e della tecnologia di costruzione, i piccoli computer acustici sono in grado, fra le altre cose, di scegliere autonomamente tra diverse situazioni di dialogo o di riconoscere la direzione dalla quale proviene un segnale acustico. Essi però hanno soprattutto il merito di rendere nuovamente udibili a coloro che li indossano, segnali acustici che non venivano più percepiti. In presenza di un tinnito si può ricorrere al cosiddetto Noiser. Quest’apparecchio aiuta a percepire i rumori il meno fastidiosi e a ignorarli in ampia misura.

Trattamento del rumore auricolare permanente

Non è stata individuata finora una terapia universale in grado di trattare con successo un tinnito permanente. Per elaborare un processo terapeutico è necessario prendere in considerazione molti fattori, come ad esempio il motivo scatenante e l’impronta del brusio auricolare. Inoltre molti pazienti che soffrono di tinnito, vengono interessati anche da disturbi d’ansia e depressione, poiché il tinnito non solo attiva aree del cervello fondamentali per l’udito, ma anche quelle responsabili di emozioni come la rabbia e l’ansia. Affinché il trattamento abbia successo, infatti, spesso è necessaria anche una visita presso uno psicoterapeuta o un neurologo.

Di frequente nel trattamento del tinnito vengono impiegati i cosiddetti Noiser, che supportano i pazienti nel riuscire a ignorare i rumori. Il Noiser produce un continuo e leggero fruscio più flebile del tinnito stesso. Con il tempo il cervello deve dunque riuscire a imparare, a considerare senza importanza il rumore prodotto dal Noiser e quindi ad accettarlo. In questo modo il cervello impara piano piano a ritenere irrilevante anche il tinnito stesso. Se la terapia riscuote successo, il paziente comincia a percepire il rumore non più così tanto fastidioso e chiaro, e riesce a concentrarsi bene nuovamente. I Noiser sono ormai integrati in molti apparecchi acustici moderni, che così non solo aiutano nel trattamento del tinnito, ma provvedono anche alla compensazione di un eventuale calo dell’udito.

Chi può essere d’aiuto all’insorgere di acufene?

Il tinnito non è innanzitutto motivo di panico. Molto spesso, infatti, i rumori alle orecchie spariscono da soli in tempi relativamente brevi. È possibile porre rimedio autonomamente alla comparsa del tinnito. Può essere molto importante stare attenti a evitare lo stress e riposarsi. Qualora i rumori non dovessero cessare dopo 24 ore, è consigliabile consultare uno specialista. Egli sarà, infatti, in grado, mediante test dell’udito e ulteriori indagini, di stabilire se si tratta di un tinnito soggettivo o oggettivo. Quest’ultimo insorge ad esempio quando un tappo di cerume o una vasocostrizione, danno origine a rumori nell’orecchio interno. Generalmente il tinnito oggettivo si elimina attraverso il trattamento dei problemi che lo causano. In caso di un tinnito soggettivo viene curata la patologia che ne è alla base, al fine di giungere all’eliminazione del rumore.

Chi viene maggiormente colpito dall'acufene?

Non si può definire in maniera generica quali siano gli individui predisposti a soffrire di tinnito. I primi sintomi compaiono, nella maggior parte dei casi, tra i 40 ei 50 anni, tuttavia non vi è alcuna prova che indichi che particolari gruppi di persone siano interessati più frequentemente da questo problema dell’udito. Anche se il tinnito spesso si manifesta insieme o come conseguenza di una condizione prolungata di stress, di un principio di perdita dell’udito alle alte frequenze o di altre malattie dell’udito, non si può dire con esattezza quali siano i fattori che ne determinano la comparsa. In presenza di un danneggiamento dell’udito, aumenta con buona probabilità il rischio di soffrire anche di brusio auricolare. Tuttavia non è possibile dire chiaramente e con anticipo se il fastidio assumerà un carattere persistente, peggiorativo o se ritornerà.

Come si può ignorare l'acufene?

Molto spesso non vi è un modo per guarire dal tinnito, così che gli interessati sono costretti a udire i rumori in maniera permanente. Dopo i primi tre mesi le possibilità di guarigione calano drasticamente. Se durante la fase acuta nessun approccio terapeutico risulta efficace e non produce alcun miglioramento, non sono tuttavia terminate le possibilità di cura. Attraverso molteplici metodi, gli interessati riescono a imparare come ignorare le interferenze.

In generale bisognerebbe soprattutto tentare di concentrarsi su altre cose. Ad esempio, il focalizzarsi su rumori ben precisi, può aiutare a isolare il tinnito. Così durante un concerto, gli interessati possono provare a prestare attenzione soltanto a singoli strumenti. In generale però, l’allenamento acustico mirato non è tuttavia sufficiente. Esso deve, infatti, essere combinato a misure terapeutiche di rilassamento e comportamento, in quanto l’aspetto psicologico gioca un ruolo importante. Le forti e continue interferenze possono insorgere a causa di stress, scompensi e talvolta anche depressione. Proprio per questo motivo anche la percezione dei rumori diventa più forte, potenziando così le interferenze non intenzionali.

Utili sono i cosiddetti Noiser, che aiutano il cervello nel processo di rimozione della percezione del tinnito. I Noiser inviano all’udito del paziente rumori bassi e non fastidiosi. Essi però non possono tuttavia coprire i rumori del tinnito. Il paziente deve perciò imparare a concentrarsi su tali suoni. Lo scopo di questa terapia è di raggiungere uno stato di accettazione del continuo e fastidioso tinnito, attraverso l’abitudine ai suoni prodotti dal Noiser. Il rumore è tuttavia ancora udibile, ma i pazienti non lo percepiscono più come sgradevolmente fastidioso, così da diminuire le conseguenze psichiche del tinnito. Un trattamento con impiego del Noiser è un processo tedioso, poiché costringe il cervello ad apprendere nuovi schemi comportamentali. Tuttavia il margine di successo è del 50% circa. Poiché di frequente il tinnito insorge in relazione a un danno acustico, come ad esempio una perdita dell’udito, i moderni apparecchi acustici presentano spesso un Noiser già incorporato. Questi apparecchi svolgono così una doppia funzione. Da un lato fanno in modo che l’orecchio percepisca nuovamente le frequenze udibili, dall’altro aiutano il paziente, attraverso il Noiser, ad abituarsi alla presenza del tinnito.

Se il tinnito risponde a criteri specifici, può essere preso in considerazione l’intervento da parte del cosiddetto Neuromodulatore di CR. Attraverso questo metodo le cellule nervose del paziente vengono stimolate affinché non lavorino più in maniera sincronizzata, in modo da consentire al cervello di “dimenticare” i toni fastidiosi.

Perché l'acufene è più forte se si è raffreddati?

Un raffreddore può avere come conseguenza non solo il tinnito, poiché i virus, attraverso la tromba di Eustachio giungono all’orecchio medio e possono generare infezioni. In caso di tinnito già esistente, esso verrà percepito ancora più forte del solito, in presenza di un raffreddore. Questo può essere ricondotto al fatto che, a causa del raffreddamento, lo stato di salute generale dell’individuo è più delicato e precario. I problemi fisici e psichici giocano perciò un ruolo principale, per cui il fastidioso tinnito può essere udito in maniera ancora più consapevole e percepito come un vero e proprio problema.
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