Una diminuzione dell’udito può dipendere da svariate cause. Tra queste rientrano ad esempio l’ereditarietà o una malattia dell’apparato uditivo, e naturalmente l’esposizione al rumore e l’età. Ma anche il consumo di farmaci, l’alcol e il fumo possono essere alla base del problema.
Una delle principali cause di insorgenza di una perdita uditiva è il rumore. L’ipoacusia può dipendere sia da un’esposizione a sollecitazioni acustiche continue che da brevi esposizioni a sollecitazioni estreme. Non va inoltre dimenticato che il rumore può avere effetti anche su altri organi. Tra le possibili conseguenze si riscontrano ipertensione, problemi cardiaci e gastrointestinali, contrazioni muscolari e molto altro ancora.
L’ipoacusia da rumore, anche nota come ipoacusia di percezione, si sviluppa in genere attraverso l’esposizione prolungata a rumori. Questo disturbo, di natura cronica, non va confuso con il trauma acustico acuto, che è causato da un rumore di elevato livello sonoro e può manifestarsi già pochi minuti dopo l’episodio scatenante.
L’ipoacusia da rumore è una delle malattie professionali più frequenti in Svizzera. Rappresentano un rischio soprattutto le attività che comportano l’esposizione a rumori particolarmente forti, in settori quali l’industria metalmeccanica, la lavorazione del legno o la tipografia. Anche l’ascolto di musica a volume molto alto può, a lungo andare, provocare questo tipo di ipoacusia.
L’ipoacusia da rumore insorge quando i suoni percepiti impediscono alle cellule ciliate presenti nell’orecchio di ricevere una quantità sufficiente di ossigeno; ciò compromette il loro metabolismo, determinando di conseguenza un disturbo della funzionalità acustica. In media, è a rischio di ipoacusia da rumore chi rimane esposto per periodi di tempo prolungati a fonti sonore a partire da 85 dB.
La diagnosi può essere effettuata attraverso un test dell’udito. L’utilizzo di apparecchi acustici correttamente regolati permette quindi di controllare l’indebolimento uditivo.
Con il passare degli anni la capacità uditiva si riduce praticamente in tutte le persone, quindi è del tutto normale soffrire di una forma di ipoacusia determinata dall’età. Dopo i 50 anni circa la normale funzionalità dell’udito inizia a diminuire in entrambe le orecchie, soprattutto a causa del logoramento delle cellule ciliate poste nell’orecchio interno.
L’ipoacusia legata all’età (anche nota come presbiacusia) interessa una quota relativamente elevata della popolazione: circa il 40% delle persone di età superiore a 65 anni soffre infatti di questo disturbo. Annullare gli effetti dell’indebolimento uditivo non è possibile. I moderni apparecchi acustici sono tuttavia in grado di migliorare sensibilmente la situazione.
Oltre al naturale invecchiamento, diversi fattori possono influire sullo sviluppo di una presbiacusia. Tra questi figurano l’esposizione a rumori ambientali e la predisposizione genetica, ma anche il consumo di nicotina, il diabete, livelli elevati di colesterolo e precedenti malattie dell’orecchio medio.
Nella maggior parte dei casi la presbiacusia ha un decorso lento. Spesso si manifesta attraverso una minore percezione delle frequenze elevate oppure come difficoltà a comprendere il parlato in luoghi rumorosi o in presenza di molti interlocutori. Non è raro che subentri anche un rumore costante nell’orecchio (tinnito).
Soprattutto nel caso della presbiacusia intervenire rapidamente è di enorme importanza. Se il problema non viene trattato, non solo l’indebolimento dell’udito prosegue indisturbato, ma cresce anche il rischio che la persona colpita si isoli dal contesto sociale, con possibili ricadute sul piano psicologico. Rivolgersi a un otorinolaringoiatra o a un audiologo di Amplifon è pertanto il primo passo verso una migliore qualità della vita.
L’ipoacusia può anche essere determinata da fattori genetici. Se nella vostra famiglia si sono già verificati casi di ipoacusia, la probabilità di una trasmissione ereditaria aumenta. Spesso, infatti, è proprio questa la causa dell’ipoacusia nei bambini.
In questi casi, l’origine sta spesso in un difetto genetico per effetto del quale disturbi e malattie di un genitore si trasmettono al figlio, incidendo sullo sviluppo e sulla funzionalità del suo apparato uditivo. Può accadere ad esempio che i recettori posti nell’orecchio interno siano danneggiati e non funzionino più normalmente, provocando una perdita uditiva. Fattori genetici possono inoltre rendere un individuo più sensibile a rumori, infiammazioni e altri influssi esterni.
Che le infiammazioni dell’orecchio possano compromettere la funzione dell’udito è evidente per chiunque. Meno noto è invece che anche malattie quali ad es. la scarlattina, il morbillo o la meningite possono determinare una diminuzione dell’udito. Un’ulteriore causa, oltre alle malattie di origine virale o batterica, può anche essere un’otosclerosi, che compromette il movimento degli ossicini.
Sono numerose le infezioni che possono causare un indebolimento dell’udito di natura acuta o cronica. Ne è un esempio il raffreddore, il cui decorso è generalmente innocuo. Eppure, tra i soli virus del raffreddore (rhinovirus) sono noti oltre cento ceppi in grado di scatenare infiammazioni dell’orecchio interno, otiti siero-mucose e otiti influenzali e provocare quindi anche ipoacusia.
In molti casi la diminuzione dell’udito è da ricondurre a un tappo di cerume che ostruisce il canale uditivo. In questo caso, per lo più è sufficiente eseguire una pulizia accurata per recuperare l’udito.
Il rumore e le infezioni non sono gli unici fattori di rischio per la capacità uditiva: è stato dimostrato che anche alcuni farmaci, il consumo eccessivo di alcol e il fumo possono compromettere l’udito e ripercuotersi negativamente sullo stesso.
Recatevi in un centro Amplifon vicino a voi per effettuare un controllo gratuito dell’udito. In caso di perdita uditiva, i nostri audioprotesisti saranno lieti di illustrarvi le soluzioni disponibili durante una consulenza gratuita.
L’indebolimento dell’udito può anche essere scatenato o favorito, per via diretta o indiretta, da determinate malattie, ad esempio la scarlattina, il morbillo e la meningite. Oltre alle patologie di origine virale e batterica, una delle possibili cause è l’otosclerosi, malattia che compromette il movimento degli ossicini (martello, incudine, staffa). Le vibrazioni che partono da essi arrivano quindi attutite e a basso volume nell’orecchio interno.
Se al momento siete affetti da una malattia dell’apparato uditivo oppure da un altro disturbo che vi sembra compromettere la vostra capacità uditiva, rivolgetevi al vostro medico curante o a uno specialista. Anche i nostri consulenti posseggono vaste conoscenze mediche e sono lieti di offrirvi informazioni, ma non possono fornire indicazioni mediche né formulare diagnosi.
Le orecchie bagnate sono delicate in quanto il loro sistema immunitario è limitato. L’infiltrazione di liquidi nelle orecchie può infatti favorire l’ingresso di germi e batteri nel canale uditivo. Il fenomeno dovrebbe essere noto a tutti: i liquidi che si raccolgono nelle orecchie dopo un bagno, una nuotata o un’immersione creano sempre un certo fastidio. Ma talvolta sono anche pericolosi. Acqua, cloro e sale possono infatti distruggere il film protettivo all’interno dell’orecchio e renderlo più esposto agli agenti patogeni. Può così scatenarsi un’infiammazione del canale uditivo che, oltre a essere molto dolorosa, in assenza di trattamento rischia di divenire cronica e persino di aggredire l’osso.
Questo disturbo, noto anche come otite del nuotatore, si manifesta soprattutto tramite i seguenti sintomi:
Se osservate segnali di questo genere, è opportuno che vi rivolgiate a un otorino.
Tutti conoscono quella spiacevole sensazione di pressione nelle orecchie. È l’innocua conseguenza (destinata a svanire in fretta) degli sbalzi di pressione che si creano percorrendo forti dislivelli in automobile, al decollo e all’atterraggio di un aereo oppure attraversando una galleria ferroviaria. Ma talvolta la pressione auricolare permane più a lungo. La sensazione di pressione diventa sgradevole, persino dolorosa, e l’orecchio risulta ovattato.
All’interno dell’orecchio medio, dietro il timpano, si trova la cavità timpanica, uno spazio pieno d’aria che racchiude fra l’altro gli ossicini (martello, incudine e staffa). La cavità timpanica comunica con la parte interna della faringe attraverso un condotto tubiforme, detto tromba di Eustachio; questa serve a compensare la pressione nell’orecchio medio rispetto all’ambiente circostante. Normalmente, quando sbadigliamo o deglutiamo la tromba di Eustachio si apre, permettendo un riequilibrio della pressione. Ciò fa sì che la pressione dell’aria resti uguale su entrambi i lati del timpano e che questo funzioni in modo ottimale. Molti conosceranno questo meccanismo dalla fase di decollo o atterraggio di un aereo, quando si prova una sgradevole sensazione nell’orecchio e occorre deglutire più volte per compensare la pressione nella zona del timpano.
Quando siamo raffreddati e la tromba di Eustachio è ostruita dal muco, vi è il rischio che insorgano danni per la salute. È infatti possibile che l’aria e i liquidi ristagnino all’interno dell’orecchio, causando una temporanea riduzione della capacità uditiva. Inoltre, in circostanze simili aumenta anche il rischio di infezioni dell’apparato uditivo. Il problema interessa con particolare frequenza i bambini piccoli, in cui è più semplice che la tromba di Eustachio si ostruisca.
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