A Marrakech, ogni strada è un’orchestra a cielo aperto. Nella città rossa, così chiamata per il colore caldo dei suoi muri in terra battuta, il paesaggio sonoro è un’esplosione continua: voci, tamburi, richiami, fruscii, preghiere. Il canto del muezzin all’alba, il martellare ritmico degli artigiani nei souk, il tintinnio dei bicchieri di tè alla menta nei caffè nascosti, il passo lento degli asini nei vicoli della Medina. Tutto racconta una città viva, stratificata, intensa.
È al tramonto che la piazza si accende davvero: le luci si abbassano, ma il suono sale. I chioschi iniziano a frizzare, il vapore delle tajine si mescola al vociare della folla, e tutto intorno si alza un coro di strumenti e racconti. Anche il cibo ha un suono proprio: lo sfrigolio degli spiedi, il crepitio del carbone, le grida ritmate dei venditori che propongono dolci, harira e lumache speziate.
È l’anima della città che si manifesta nella sua forma più autentica e popolare.
All’interno della Medina, ogni souk ha una voce diversa: c’è chi batte il rame, chi intona prezzi in berbero, chi accorda strumenti come il guembri o il bendir. Ma Marrakech non è solo caos: è anche intimità. I riad, antiche dimore tradizionali trasformate in case e hotel, offrono silenzi ovattati fatti di fontane, canti di uccelli e brezze che attraversano i cortili.
Negli hammam, tra pietra calda e vapore, si ascolta un altro tipo di suono: l’acqua che cade, le voci basse, i gesti ripetuti di cura come morbide percussioni. È una città che si svela anche nell’intimità dei suoi rituali, in spazi raccolti dove il rumore diventa pausa.
In certi periodi dell’anno, come il Ramadan o il Mawlid (la festa per la nascita del Profeta), la città si trasforma ulteriormente. Le notti si fanno dense di preghiere collettive e cori che risuonano dai minareti. Ogni giornata è scandita dal richiamo del muezzin cinque volte al giorno: un ritmo che dà forma al tempo e alla vita.
Capire Marrakech è impossibile senza ascoltarla. Qui, il suono è cultura, orientamento, esperienza. Dalla spiritualità delle moschee ai ritmi dei mercati, dai passi nei vicoli ai silenzi protetti dei giardini, ogni elemento sonoro contribuisce a dare forma alla città.
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