La pensione di invalidità per sordità è una prestazione economica erogata dall’INPS alle persone a cui è stata riconosciuta una sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva.
Per comprendere quando è possibile accedere alla pensione di invalidità per sordità, è importante distinguere tra sordità e ipoacusia.
Questa distinzione è importante perché la pensione per sordità è destinata specificamente alle persone con perdita uditiva congenita o insorta nei primi anni di vita, mentre l’ipoacusia sviluppata in età adulta rientra generalmente nelle valutazioni dell’invalidità civile per perdita dell’udito.
La pensione per sordità viene riconosciuta alle persone con sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva, cioè prima o durante l’apprendimento del linguaggio.
Per ottenere la prestazione è necessario che la perdita uditiva sia pari o superiore a 75 decibel nella migliore orecchia, accertata attraverso esami audiometrici e valutata dalla commissione medico-legale dell’INPS.
A differenza dell’invalidità civile per ipoacusia, la pensione per sordità non si basa su percentuali di invalidità, ma su specifici requisiti sanitari e sul rispetto dei limiti di reddito previsti dalla normativa.
La pensione per sordità è destinata alle persone con sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva, cioè prima dell’apprendimento completo del linguaggio.
Per ottenere il riconoscimento è necessario:
La commissione valuta la documentazione medica e gli esami audiometrici per verificare il grado di perdita uditiva.
Per richiedere la pensione di invalidità per sordità è necessario seguire una procedura specifica.
Se i requisiti vengono confermati, l’INPS procede con il riconoscimento della pensione.
L'importo della pensione per sordità viene aggiornato ogni anno dall’INPS. Attualmente l’importo è di circa 333 euro al mese per 13 mensilità, ma può variare nel tempo in base agli aggiornamenti stabiliti dalla legge.
Per ricevere la pensione è inoltre necessario rispettare determinati limiti di reddito personale, stabiliti annualmente. Se il reddito supera la soglia prevista, la prestazione può essere ridotta o non concessa.
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