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Ototossicità da farmaci e gli effetti per l’udito

 Ototossicità da farmaci e gli effetti per l’udito
01 maggio 2018
Categoria Prevenzione, cura e tecnologie

Ototossicità da farmaci: gli effetti per l’udito

L'ototossicità da farmaci può causare vari effetti collaterali come acufeni, riduzione della capacità uditiva, lieve instabilità motoria o vertigini.

L’ampliamento delle conoscenze scientifiche, è una condizione indispensabile per determinare un miglioramento della salute e della qualità di vita delle persone.
In ambito farmacologico, la scoperta di nuovi farmaci, la migliore conoscenza del loro meccanismo d’azione e la loro specificità, ha dato l’opportunità alle persone di avere cure più adeguate, efficaci e sicure. Nella pratica clinica, la conoscenza dei vantaggi clinici e delle conseguenze indesiderate di alcuni farmaci ha reso possibile una riduzione degli effetti tossici e una diminuzione del rischio. Efficacia e sicurezza sono, infatti, requisiti fondamentali per ottimizzare l’intervento farmacologico-terapeutico mirato alla tutela della salute del paziente.

Diversi farmaci hanno caratteristiche tali da determinare, nel contesto della loro azione terapeutica, degli effetti collaterali indesiderati.
Il neuroepitelio dell’orecchio interno risulta particolarmente sensibile all'azione tossica di alcuni antibiotici aminoglicosidici, antinfiammatori e diuretici. Altre classi di farmaci ototossici comprendono i chemioterapici antitumorali derivati dal platino che possono causare ipoacusia neurosensoriale bilaterale, non reversibile, dose-dipendente.  L’entità del danno cocleare è in funzione della dose totale assunta, a somministrazioni ravvicinate e alle vie di somministrazione, risultando la via di iniezione endorachide assai più pericolosa di quella intramuscolo e orale.

È comunque impossibile conoscere a priori la suscettibilità individuale al danno uditivo da sostanze farmacologiche, stante la indefinibile variabilità della risposta nei riguardi del farmaco con i relativi dosaggi. Stati di sofferenza dell’organo dell’udito, presenti prima dell’assunzione del farmaco, dovuti a cause infiammatorie, vasomotorie e traumatiche così come la compromissione della funzionalità renale, attraverso la quale il farmaco viene eliminato, aumentano l’azione ototossica.

Come riconoscere l’ipoacusia da ototossicità

Generalmente i primi sintomi che evidenziano la comparsa di un danno su base tossica sono costituiti da acufeni, riduzione della capacità uditiva, lieve instabilità motoria o vertigine. La comparsa primaria di un sintomo rispetto all’altro è determinata dal tipo di farmaco e dalla sua azione su una specifica zona del sistema uditivo.
La fascia di età più interessata dall’azione ototossica dei farmaci è quella adulta-anziana. Infatti, quadri di alterata funzionalità epatica o renale che possono essere presenti nella popolazione anziana determinano un’insufficiente eliminazione dei principi attivi farmacologici che, in questo modo, hanno una maggiore capacità di esplicare la loro azione tossica nei confronti delle strutture dell’orecchio. 
Gli effetti collaterali possono essere potenziati dall’assunzione contemporanea di altri farmaci ototossici. Poiché, generalmente, nell’anziano è già presente una riduzione della capacità uditiva, conseguentemente il danno che si produrrà sarà maggiore.

La diagnosi di ototossicosi si basa sul riscontro dell’assunzione di farmaci ototossici e sull’esame audiometrico tonale che presenta, nelle fasi iniziali, una caduta bilaterale simmetrica dai 4 agli 8 KHz. Successivamente, ci può essere un interessamento delle frequenze medie. L’aspetto audiometrico può variare e non è raro avere una rappresentazione del grafico audiometrico a “corda molle”. In questo caso le frequenze interessate dal danno sono le centrali, con conservazione delle frequenze basse e alte. 

A seguito di terapia da effettuare per lungo tempo con farmaci ototossici è necessario informare il paziente circa l’azione del farmaco e sottoporlo a esame audiometrico di controllo ogni tre-sei mesi. All’esame audiometrico tonale, in caso di riduzione conclamata della capacità uditiva, bisogna associare l’audiometria vocale, l’impedenzometria e l’esame vestibolare.

 

01 maggio 2018

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