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Come misurare i gradi di sordita

 Gradi di sordità
11 agosto 2017
Categoria Udito e Ipoacusia

Come misurare i gradi di sordità: lieve, media, grave o profonda

La classificazione del Bureau Internetional d'Audiophonologie misura l’ipoacusia per gradi, valutando in decibel la perdita uditiva.

Lo scopo dell’audiofonologia è quello di studiare l'udito, la fonazione, la comunicazione e la lingua dell'uomo. Comprende gli aspetti anatomici, fisiologici, psicologici, acustici, fonetici, linguistici e sociologici della comunicazione sia normale che patologica. La gestione dei disturbi della comunicazione ha una parte medica, una pedagogica, una logopedia (discorso), una psicologica e una protesica. 
Il Bureau International d’Audiophonologie (BIAP) è un’associazione di esperti che fanno capo a comitati nazionali o regionali di audiofonologia, delegati di società professionali (Audiologi, Otorinolaringoiatri, Foniatri, Psichiatri, Psicologi, Fisici, Logopedisti ecc.), rappresentanti aziendali e federazioni professionali internazionali delle discipline incluse nella definizione di audiofonologia. Le ricerche, le osservazioni e le indicazioni del BIAP costituiscono linee guida importanti ai quali gli specialisti e le associazioni di categoria dei diversi paesi, possono fare riferimento nello svolgimento della loro attività professionale. 

Come si misurano i livelli di sordità?

Secondo il BIAP, la misurazione dell’udito si effettua con l’esame audiometrico tonale che stabilisce la soglia uditiva, ovvero la minima intensità sonora che una persona riesce a percepire. Con questo esame si valuta la funzionalità delle vie uditive e delle aeree acustiche cerebrali. Anche se il campo di estensione delle frequenze che possiamo udire è molto più ampio, i toni inviati nell’audiometria tonale testano le frequenze comprese tra 125 (basse frequenze) e 8000 (alte frequenze) Hertz perché di maggiore riscontro e utilità nella vita quotidiana. I valori di soglia risultanti per ogni frequenza all’audiometria tonale sono riportati, utilizzando simboli convenzionali, su un grafico detto audiogramma. L’audiogramma raffigura, frequenza per frequenza (espressa in Hertz), la minima intensità sonora (espressa in decibel) che la persona riesce a udire. Secondo il BIAP, per definire i livelli di soglia uditiva si utilizza la media della somma delle tre frequenze centrali (500-1000-2000 Hz) secondo lo schema:

  • 0-20 db: udito normale
  • 21-40 db: ipoacusia lieve 
  • 41-70 db: ipoacusia media
  • 71-90 db: ipoacusia grave
  • 91-119 db: sordità profonda
  • 120 db: cofosi 

Il confronto tra la soglia per via aerea e per via ossea stabilisce i diversi tipi di perdita uditiva, tenendo in considerazione che per le caratteristiche di trasmissione del suono, la perdita uditiva per via ossea non può essere mai più grave di quella per via aerea. Di seguito la classificazione:

Le frequenze utilizzate per definire l’eventuale perdita uditiva sono quelle in cui vi è maggiormente rappresentata il campo di estensione della voce umana che raggiunge anche i 4000 Hz. L’intensità della voce parlata è invece compresa tra 40 e 60 dB. Va da sé che se si registra un calo uditivo anche lieve, vi può essere una compromissione della percezione verbale e della vita di relazione che si accentua in ambiente rumoroso. 

11 agosto 2017

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