Inquinamento acustico: cause, rimedi e normativa

Tutte le informazioni sulle leggi per l'inquinamento acustico e sugli effetti del rumore sull'udito
Ultimo aggiornamento Jun, 24, 2019

Inquinamento acustico: cause e limiti

Il rumore, così come il suono, è prodotto dalle onde di compressione e rarefazione dell’aria provocate dalle vibrazioni di un corpo sul suo asse che vengono recepite dal sistema acustico come sensazione sonora. La differenza fisica tra rumore e suono sta nella periodicità e regolarità delle onde sonore, essendo quelle del rumore assolutamente irregolari e non sinusoidali. Dal punto di vista fisiologico il suono si può distinguere dal rumore anche per il grado di accettabilità che comporta. Il rumore di una motocicletta può essere gradito a chi guida ma non al passante. Gli esempi potrebbero continuare numerosissimi; in questi casi non esistono a livello auricolare lesioni anatomiche o funzionali, ma la stimolazione inopportuna del senso dell’udito può agire negativamente sulla sfera psichica in modo tale da determinare reazioni di diverso tipo, fisiologiche o patologiche, a seconda degli individui.

Una relazione della Commissione Europea fa emergere che il 20% circa della popolazione dell’Unione (80 milioni di persone) è esposto quotidianamente a livelli di inquinamento acustico diurno superiore a 65 decibel (il decibel – dB – misura il livello di intensità sonora). A titolo di esempio, la soglia minima di udibilità in una persona che sente bene è compresa tra 0 e 20 dB prendendo come riferimento le frequenze comprese tra 500 e 4000 Hz; la voce sussurrata è di circa 40 dB, quella di conversazione 60 dB. Un aspirapolvere ha circa 70 dB; il traffico in autostrada 75 dB; un autocarro 90 dB; la metropolitana in transito 100 dB; in un concerto rock si raggiungono i 120 dB vicino alla soglia del dolore che è di 130 dB.

I rumori forti si riscontrano più facilmente nelle grandi città; il risultato è che un’alta percentuale di popolazione che vive in aree urbane lamenta un generale peggioramento della qualità della vita, mentre il 5 - 10% soffre di disturbi del sonno causati dal rumore notturno. 

Danni del rumore

Il rischio causato dall’esposizione al rumore varia in base alle caratteristiche fisiche del fenomeno, ai tempi, alle modalità di manifestazione dell’evento acustico e alla sensibilità della persona. Schematicamente è possibile classificare i danni provocati dal rumore in due categorie: extrauditivi e uditivi.

Gli effetti extrauditivi del rumore sono dati da difficoltà di concentrazione, cefalea, irritazione.

Per quanto riguarda gli effetti uditivi, è ormai sufficientemente dimostrato il rapporto causa-effetto tra rumore e danno uditivo. L’azione del rumore si può realizzare nell’arco di anni (trauma acustico cronico) o svolgersi in breve tempo (trauma acustico acuto o impulsivo), generando un’ipoacusia da rumore.

Normative sull'inquinamento acustico

Le leggi che regolamentano i valori limite del rumore ambientale, sono espresse nella L. 26-10-1995 n. 447, D.M. Ambiente 11-12-1996 e D.P.C.M. 14-11-1997, D.M. Ambiente 16-3-1998, D.M. Ambiente 20-5-1999, D.M. Ambiente 3-12-1999. DLgs 42 del 17-02-2017 (in vigore dal 19-04-2017). La normativa sull’inquinamento acustico stabilisce che i valori dei limiti massimi di intensità sonora diurna e notturna, devono essere regolati in base alle classi di destinazione d’uso del territorio qui elencate: 

Classe I

Classe I, Aree particolarmente protette (es. ospedali, scuole, aree destinate al riposo e allo svago, aree di particolare interesse urbanistico). Valori massimi diurni 50 dB, notturni 40 dB.

Classe II

Classe II, Aree destinate ad uso prevalentemente residenziale (es. aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione). Diurni 55 dB, notturni 45 dB.

Classe III

Classe III, Aree di tipo misto (es. aree urbane interessate da traffico veicolare locale, con media densità di popolazione e presenza di attività commerciali, uffici, limitata presenza di attività artigianali e assenza di attività industriali). Diurni 60 dB, notturni 50 dB.

Classe IV

Classe IV, Aree di intensa attività umana (es. intenso traffico veicolare, alta densità di popolazione, elevata presenza di attività commerciali e uffici, presenza di attività artigianali; aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; aree portuali; limitata presenza di piccole industrie). Diurni 65 dB, notturni 55 dB.

Classe V

Classe V, Aree prevalentemente industriali. Aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni. Valori massimi: 70 dB di giorno e 60 dB di notte.

Classe VI

Classe VI, Aree esclusivamente industriali. Aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi. Valori massimi: 70 dB di giorno e 70 dB di notte.

Secondo il D.M. 29-11-2000, la messa in atto degli interventi di riduzione del rumore deve seguire un ordine di priorità:

  • interventi alla sorgente (es. utilizzo di asfalto fonoassorbente, macchine industriali e non che erogano bassi livelli di rumore)
  • interventi sulla via di propagazione tra sorgente e ricettore (es. posizionamento di barriere acustiche)
  • interventi al ricettore (es. aggiunta di doppi vetri alle finestre e dei rivestimenti fonoassorbenti alle facciate).

L’intervento di prevenzione, unico elemento che ci protegge dal danno, deve essere pertanto attuato alla fonte, lungo la propagazione del rumore e sull’uomo. Ognuno di noi può adottare rimedi contro l’inquinamento acustico quali: sul posto di lavoro – se particolarmente rumoroso - durante attività sportive (es. caccia), lavori per hobby è necessario utilizzare gli otoprotettori (cuffie o tappi) che riducono l’intensità sonora percepita e il conseguente danno. Ascoltare la musica in cuffia a basso volume così come a casa o in automobile. Se si frequentano concerti non stare molto vicino agli altoparlanti.

Se un cittadino si ritiene disturbato dal rumore prodotto da infrastrutture di trasporto, da attività produttive, pubblici esercizi, attività commerciali o artigianali/industriali può presentare un esposto per inquinamento acustico all’autorità amministrativa competente (Comune o Provincia se il disturbo ricade in ambiti territoriali di più comuni) o all’Autorità Giudiziaria. 

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