Le persone ipoacusiche possono guidare?

Ultimo aggiornamento Sep, 20, 2022

Guidare auto, moto, autobus o camper: la perdita dell'udito fa la differenza?

Guidare è fondamentale per gestire al meglio la propria libertà di spostamento e il proprio tempo. Spesso però la domanda che ci si pone è se le persone con deficit uditivi o sorde possono guidare. La risposta è sì: guidare non è precluso né a chi è affetto da sordità dalla nascita, né a chi ha subito un deficit uditivo nel corso del tempo. Ovviamente, l’udito è un senso fondamentale quando si guida, e una sua perdita può creare problemi, superabili con gli adeguati supporti o attenzioni.

Posso guidare se soffro di perdita dell'udito?

Dunque, una volta appurato che le persone sorde possono guidare, è bene specificare che i percorsi seguiti dai soggetti sordi, ovvero persone affette da una sordità totale (sia dalla nascita sia acquisita), e dalle persone con deficit uditivo moderato o grave (e che normalmente indossano apparecchi acustici), per conseguire la patente di guida e il permesso di guidare, sono diversi. I sordi possono guidare infatti solo in seguito alla valutazione di una Commissione medica che gli conferisce una patente speciale, che attesta l’idoneità del conducente a guidare un’auto o, più in generale, un veicolo modificato secondo le proprie esigenze. Invece, chi indossa apparecchi acustici, e che grazie a questi è in grado di udire suoni e rumori, può conseguire una patente normale, senza dovere attendere il nulla osta dalla Commissione speciale. 

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Esiste una patente di guida speciale per gli ipoacusici?

Sordità e patente non sono su due piani opposti, anzi: chi soffre di un deficit uditivo limitato può ottenere una patente ordinaria senza particolari problemi. Il Codice della Strada infatti prevede che, per ottenere la patente, è necessario “percepire da ciascun orecchio la voce di conversazione con fonemi combinati a non meno di due metri di distanza”. Se questo requisito è soddisfatto grazie all’utilizzo di supporti e appurato durante la visita medica preventiva, è possibile avviare la procedura per richiedere la patente di guida ordinaria, e non è dunque necessaria la patente speciale per sordi. Sulla patente ordinaria ottenuta saranno però indicati i codici che identificano l'obbligo a indossare apparecchi acustici durante la guida (come del resto accade per l’obbligo delle lenti per chi soffre di miopia o altri problemi della vista) che, se non seguito, può portare a una sanzione amministrativa o al ritiro della patente stessa. 

Primo passo: test teorico

Dopo avere indicato nella visita medica preventiva il deficit uditivo di cui si soffre, il primo step da superare è quello di sostenere il test di conoscenza teorica del Codice della Strada e di tutte le sue regole. Normalmente, l’esame teorico per conseguire una patente speciale viene svolto in modo informatizzato.

Con la presentazione del modulo per avviare la pratica di richiesta della patente, i candidati devono però specificare in una istanza ad hoc se intendono farsi assistere da un interprete appartenente all’Ente nazionale sordomuti, che possa aiutarli nella comprensione delle domande. È bene sottolineare che queste richieste sono a carico del richiedente e devono essere sostenute in toto da lui a livello economico. La prova viene poi eseguita con una scheda di esame cartacea: l’esaminatore legge al candidato le domande e chiarisce la terminologia esposta se necessario. 

Secondo passo: trovare un istruttore di guida

Una volta superato l’esame di teoria viene rilasciato il foglio rosa, grazie al quale è possibile iniziare le esercitazioni pratiche di guida. La regolamentazione nazionale indica che l’istruttore deve essere una persona con non più di 65 anni, dotato di patente della stessa categoria per la quale ci si sta esercitando, o di una categoria superiore, conseguita da almeno dieci anni. 

Non è previsto un numero minimo di lezioni di guida da svolgere presso una autoscuola autorizzata e non è neanche obbligatorio eseguire esercitazioni su veicoli con doppi comandi. L’obiettivo fondamentale è raggiungere una sicurezza tale alla guida da permettere di superare la prova pratica alla quale ci si dovrà sottoporre. È però necessario

  • rispettare, come per tutti i neopatentati, i limiti di velocità previsti;
  • portare sempre con sé alla guida un documento di riconoscimento e il foglio rosa;
  • guidare su un veicolo identificato con la lettera P sulla parte posteriore, a meno che non si tratti di un mezzo della scuola guida, già visivamente riconoscibile grazie alle scritte su tutto l’abitacolo esterno. 

Terzo passo: esame di guida

L’esame pratico segue le stesse modalità indicate per le patenti senza limitazioni. Se il candidato è affetto da una sordità totale, l’esame deve essere eseguito su un veicolo adatto, secondo le indicazioni indicate sul certificato di idoneità rilasciato dalla Commissione Medica Locale. L’ingegnere della Motorizzazione Civile, che valuta l’esame, può confermare gli adattamenti previsti per il veicolo, oppure aggiungerne altri. 

La patente speciale viene rilasciata una volta superata la prova pratica: sulla patente sono indicati tutti gli adattamenti e gli accorgimenti che il veicolo necessarimente deve avere e che sono stati confermati dall’ingegnere della Motorizzazione civile durante l’esame. Chi è affetto da sordità non può guidare per nessun motivo veicoli diversi da quelli dotati delle caratteristiche presenti sulla propria patente di guida

Regole per la guida con perdita dell'udito

Il rinnovo delle patenti rilasciate alle persone sordomute, in seguito a una circolare del Ministero della Salute del 2014, è assimilabile in tutto e per tutto a quello delle altre patenti: la patologia infatti è stata inserita nelle patologie stabilizzate, ovvero per le quali non si prevede un aggravamento della condizione. Il rinnovo viene infatti effettuato dal medico monocratico, ovvero dal medico che si occupa di giudicare l’idoneità o meno al rinnovo, senza la necessità che venga effettuata una visita presso la Commissione medica di riferimento

La durata della patente speciale è identica a quella ordinaria, prevista dal Codice della Strada: 

  • dieci anni fino ai 50 anni;
  • cinque per gli anni successivi fino ai 70;
  • tre per gli anni successivi fino agli 80;
  • due anni oltre gli 80

Difficoltà dei conducenti con problemi di udito

L’udito è un senso fondamentale per la guida, e spesso chi è affetto da deficit uditivo o, più in generale, da problemi di udito, può avvertire difficoltà di vario tipo, come ad esempio non sentire il motore delle auto o i giri del motore delle moto, oppure le sirene di ambulanze o di altri veicoli che si occupano della sicurezza pubblica o di emergenze, oppure ancora i clacson delle auto che possono indicare un pericolo imminente o un messaggio di allerta. Pertanto, per una guida senza rischi per se stessi e per gli altri, è fondamentale ricordare di indossare sempre i supporti uditivi, come indicato nell’obbligo dell’apparecchio acustico sulla patente e prescritto anche dalla regolamentazione nazionale. 

Devo indossare l'apparecchio acustico alla guida?

Sì, l’obbligo dell’apparecchio acustico sulla patente è fondamentale per gli ipoudenti, per avere una guida sicura per sé e per chi ci circonda. Sulla patente, infatti, una volta rilasciata, sono indicati i codici appositi che identificano l’utilizzo obbligatorio di apparecchi acustici mentre si guida: non indossarli fa incorrere in una sanzione amministrativa, o nel ritiro della patente stessa. La pena può sembrare eccessiva ma l’udito è un senso fondamentale alla guida e non sentire i rumori che ci circondano può causare problemi e incidenti anche molto gravi. È bene ricordare però che un deficit uditivo non è mai un freno a vivere appieno tutti i momenti della vita, perché superabile con gli adeguati supporti e attenzioni. 

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