Negli ultimi anni numerose ricerche hanno evidenziato una possibile relazione tra ipoacusia e decadimento cognitivo. Sebbene il calo dell'udito possa manifestarsi a qualsiasi età, la sua prevalenza aumenta con l'invecchiamento, così come il rischio di sviluppare disturbi cognitivi.
Diversi studi suggeriscono che le persone con problemi uditivi abbiano una maggiore probabilità di sviluppare deficit cognitivi rispetto ai coetanei normoudenti. Per questo motivo la salute dell'udito è oggi considerata uno dei fattori da monitorare per favorire un invecchiamento attivo e in buona salute.
Tra le ricerche più importanti sul tema vi è quella condotta dal professor Frank Lin della Johns Hopkins University, che ha seguito 639 persone per un periodo di 18 anni.
All'inizio dello studio nessun partecipante presentava segni di decadimento cognitivo. Durante il periodo di osservazione sono stati diagnosticati 58 casi di deficit cognitivi. I risultati hanno mostrato che, rispetto alle persone con udito nella norma, i soggetti con ipoacusia presentavano un rischio maggiore di sviluppare problemi cognitivi:
I dati suggeriscono quindi che la gravità della perdita uditiva possa influenzare il rischio di sviluppare deficit cognitivi nel tempo.
La relazione tra ipoacusia e decadimento cognitivo è ancora oggetto di studio e non esiste una spiegazione univoca. Tuttavia, gli esperti hanno formulato alcune ipotesi.
Quando l'udito si riduce, il cervello deve impegnarsi maggiormente per interpretare parole, suoni e conversazioni. Questo sforzo costante potrebbe sottrarre risorse cognitive ad altre funzioni come memoria e attenzione.
Le difficoltà uditive possono rendere più complessa la comunicazione con familiari e amici, favorendo isolamento sociale e riduzione delle attività quotidiane. L'isolamento rappresenta a sua volta un fattore di rischio riconosciuto per il declino cognitivo.
Alcuni ricercatori ipotizzano che perdita dell'udito e decadimento cognitivo possano condividere fattori biologici legati al processo di invecchiamento.
Te lo spiega Elena, audioprotesista Amplifon da sedici anni
L'Alzheimer è la forma più diffusa di demenza associata all'età avanzata. Sebbene non sia stato dimostrato un rapporto diretto di causa-effetto tra ipoacusia e Alzheimer, diversi studi indicano che la perdita uditiva potrebbe rappresentare uno dei fattori associati a un maggior rischio di sviluppare questa patologia.
Per questo motivo monitorare la salute dell'udito può essere un elemento importante all'interno di una più ampia strategia di prevenzione e benessere cognitivo.
L'identificazione precoce della demenza permetterebbe, in fase di intervento terapeutico/riabilitativo, di sfruttare al massimo le capacità plastiche del sistema nervoso ancora totalmente o parzialmente intatte in fase preclinica e renderebbe marcatamente più efficaci gli interventi operati nel tentativo di prevenire o rallentare la progressione di tali soggetti verso la demenza grave.
Numerosi studi nell’uomo hanno dimostrato che l’esposizione ad un ambiente cognitivamente e socialmente stimolante, uniti ad uno stile di vita sano, esercitano effetti benefici sulle funzionalità cerebrali, particolarmente nell’anziano, riducendo il rischio di sviluppare una malattia di Alzheimer.
I risultati delle ricerche suggeriscono che una maggiore attenzione verso la prevenzione e l’identificazione precoce della sordità e, qualora ci siano le indicazioni, l’adozione di rimedi semplici, come ad esempio l’uso degli apparecchi acustici, possano ritardare l’insorgenza della demenza. I soggetti portatori di un apparecchio acustico, ripristinando le abilità comunicative, anche parziali, migliorerebbero l’umore e i rapporti sociali, mantenendo una partecipazione attiva che non porterebbe alla stessa progressione del deficit cognitivo riscontrata nei soggetti non rimediati acusticamente.
Se noti difficoltà a seguire le conversazioni, chiedi spesso agli altri di ripetere ciò che hanno detto o hai la sensazione che i suoni siano meno chiari rispetto al passato, è consigliabile effettuare un controllo dell'udito.
Una valutazione precoce permette di comprendere meglio le proprie esigenze e individuare eventuali soluzioni personalizzate.