Donna con apparecchio acustico
Ipoacusia

Ipoacusia alle alte frequenze

Anche chiamata sordità parziale, scopri di cosa si tratta e i possibili rimedi.

L’ipoacusia alle alte frequenze, detta anche sordità parziale

Tra le diverse forme di perdita uditiva, l’ipoacusia alle alte frequenze si manifesta con una ridotta capacità di percepire i suoni più acuti. Chi ne soffre può avere difficoltà a distinguere determinate consonanti o voci sottili, pur mantenendo una buona percezione dei suoni gravi.

Cos’è la perdita uditiva alle alte frequenze e come riconoscerla

La perdita uditiva alle alte frequenze, chiamata anche ipoacusia alle alte frequenze, è una condizione in cui si riduce la capacità di percepire i suoni più acuti, mentre quelli più gravi restano generalmente udibili.

Chi ne soffre può sentire che “manca qualcosa” nei dialoghi, avere difficoltà a distinguere alcune consonanti come s, f, t o sc e fare più fatica a comprendere le parole in ambienti rumorosi. È una forma di perdita uditiva piuttosto comune, spesso legata all’età, all’esposizione prolungata a rumori intensi o ad altri fattori che possono danneggiare le cellule dell’orecchio interno responsabili della percezione dei suoni acuti.

Ipoacusia alle alte frequenze e acufene​

L’ipoacusia alle alte frequenze e l’acufene sono condizioni che spesso possono presentarsi insieme. Quando si verifica una perdita uditiva nelle frequenze acute, le cellule dell’orecchio interno responsabili della percezione dei suoni più alti possono risultare danneggiate; questo può portare non solo a difficoltà nel comprendere parole e consonanti acute, ma anche alla percezione di suoni fantasma come fischi, ronzii o sibili.

In molti casi, l’acufene è proprio un segnale associato a un’alterazione dell’udito, soprattutto nelle alte frequenze. Per questo motivo, in presenza di fischi persistenti o sensazioni sonore senza una fonte esterna, è consigliabile effettuare un esame audiometrico: l’audiogramma permette di verificare se è presente un’ipoacusia e di definire il percorso più adatto per gestire sia la perdita uditiva sia l’eventuale acufene.

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Esperta Amplifon

Le cause dell'ipoacusia alle alte frequenze

La perdita uditiva ad alta frequenza può avere diverse origini:

  • Presbiacusia: il calo dell’udito dovuto al naturale invecchiamento dell’apparato uditivo è la causa più comune. La presbiacusia si sviluppa gradualmente e spesso passa inosservata fino a stadi avanzati.
  • Trauma acustico: l’esposizione a rumori particolarmente intensi può danneggiare le cellule ciliate dell’orecchio interno, compromettendo l’udito.
  • Malattie infettive: alcune malattie, come rosolia e meningite, possono danneggiare le cellule uditive o il nervo acustico in modo significativo, causando ipoacusia.
  • Sindrome di Ménière: questa condizione dell’orecchio interno provoca perdita uditiva, vertigini e fischi nelle orecchie (acufeni).
  • Neurinoma dell'acustico: tumori benigni che, aumentando di volume, possono danneggiare il nervo acustico e compromettere l’udito.
  • Fattori genetici: la predisposizione familiare può aumentare il rischio di perdita uditiva ad alta frequenza.
  • Farmaci ototossici: alcuni farmaci, come alte dosi di aspirina, alcuni antibiotici (aminoglicosidi) e farmaci chemioterapici, possono essere dannosi per l’udito.

Perdita dell'udito alle alte frequenze: test e audiogramma

La perdita dell’udito alle alte frequenze viene diagnosticata attraverso specifici test audiologici, in particolare mediante l’audiogramma tonale. Questo esame consente di valutare la capacità uditiva alle diverse frequenze sonore e di individuare eventuali difficoltà nella percezione dei suoni acuti.

Nell’audiogramma, l’ipoacusia alle alte frequenze si evidenzia generalmente con una riduzione della sensibilità uditiva nelle frequenze più elevate, mentre quelle basse possono risultare nella norma. Il test è semplice, non invasivo e rappresenta lo strumento principale per definire il grado e la tipologia della perdita uditiva, permettendo allo specialista di indicare il percorso più adatto.

Apparecchi acustici per trattare l'ipoacusia alle alte frequenze​

L'ipoacusia alle alte frequenze non può essere trattata con farmaci o interventi chirurgici. L'uso di apparecchi acustici moderni è invece altamente raccomandato, poiché nella maggior parte dei casi rende nuovamente udibili le frequenze mancanti e filtra i rumori di fondo. Il trattamento dell'ipoacusia alle alte frequenze attraverso l'uso di un apparecchio acustico consente alla maggior parte delle persone colpite di partecipare correttamente alla vita quotidiana e di recuperare anche gran parte della propria qualità di vita.

Molte persone colpite si chiedono quale apparecchio acustico sia più utile per l'ipoacusia alle alte frequenze. Gli esperti spesso consigliano di scegliere un apparecchio acustico retroauricolare, in quanto può compensare al meglio questo tipo di ipoacusia. 

Perché scegliere gli apparecchi acustici Amplifon

Scegliere Amplifon significa poter contare su una valutazione personalizzata dell’udito, sulla regolazione su misura dell’apparecchio in base all’audiogramma e su un percorso di assistenza continuativa nel tempo. I professionisti Amplifon supportano ogni fase, dalla scelta del modello più adatto alle esigenze individuali fino ai controlli e alle regolazioni periodiche, per garantire comfort e qualità di ascolto ottimali.

audiologo che mostra ampli mini mentre indossa un camice.

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Pensione di invalidità per sordità parziale​

La pensione di invalidità per sordità parziale può essere riconosciuta quando la perdita uditiva comporta una riduzione significativa della capacità lavorativa o difficoltà rilevanti nella vita quotidiana. In Italia, il diritto alle prestazioni economiche dipende dal grado di invalidità civile accertato dalla Commissione medico-legale dell’INPS, sulla base di documentazione clinica e di un esame audiometrico (audiogramma).

La sordità parziale viene valutata in base ai decibel di perdita uditiva e all’impatto funzionale; al superamento di determinate soglie percentuali di invalidità possono essere riconosciuti benefici economici o agevolazioni, che variano in base all’età e alla situazione reddituale. Per avviare la procedura è necessario presentare domanda all’INPS con certificato medico introduttivo redatto dal proprio medico curante.

Poiché requisiti e importi possono cambiare nel tempo, è sempre consigliabile verificare le condizioni aggiornate presso l’INPS o con un patronato.

Illustrazione audioprotesista

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