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Sordità neonatale quali sono le cause e come gestirla

 Sordità neonatale
11 novembre 2016
Categoria Udito e Ipoacusia

Sordità neonatale: quali sono le cause e come gestirla

Diagnosi precoce e adeguate misure riabilitative possono fare la differenza.

La sordità nel bambino è un problema estremamente complesso che richiede una prevenzione primaria efficace, una diagnosi precoce e, qualora necessari, un’immediata protesizzazione e un lungo iter riabilitativo. 
In Italia un bambino ogni mille nati, con prevalenza del sesso maschile, è affetto da deficit uditivo; questo dato rispecchia quello dell’incidenza della sordità infantile nella C.E. mentre, nei paesi in via di sviluppo, raggiunge valori molto più elevati (3 - 4 %o).

Le cause della sordità neonatale

Le cause della sordità si classificano in ereditarie ed acquisite, e queste ultime possono essere prenatali, perinatali e postnatali. Da un’analisi dettagliata risulta che quelle genetiche sono responsabili di circa il 24,2% delle sordità totali, le prenatali del 21,4%, le perinatali del 16,8%, le postnatali del 12% ed infine le sconosciute del 25,6%.

La sordità genetica è altamente eterogenea, circa il 70% sono forme isolate e il 30% si associano ad altre forme sindromiche. Numerosi geni sono implicati nell’ipoacusia: trasmessi da uno o entrambi i genitori ai figli, sono solitamente responsabili della maggior parte delle sordità infantili. Alcune alterazioni genetiche, già presenti alla nascita, possono manifestarsi, però, più tardi nel corso della vita, con una lenta progressione.

Le cause prenatali sono, per la maggior parte, dovute a infezioni contratte durante la gravidanza. Anche l’uso di farmaci (streptomicina, salicilati, alcuni diuretici, ecc.), droghe (cocaina, ecc.) e l’abuso di alcool si sono rivelati lesivi per il sistema uditivo del feto, qualora siano assunti durante la gravidanza. Alcuni stati legati alle patologie della gravidanza, quali la gestosi e l’insufficienza renale, possono creare i presupposti per una sofferenza fetale e quindi provocare secondariamente un’ipoacusia. 

Le cause perinatali sono difficili da identificare per la frequente impossibilità di escludere fattori congeniti. Tra tutte le possibili cause, le più frequenti sono rappresentate dal basso peso neonatale (< 1500 gr), dall’iperbilirubinemia, dall’asfissia e dalla meningite.

Le ipoacusie a insorgenza postnatale sono principalmente dovute ad agenti infettivi e ototossici. Le infezioni virali nei primi anni di vita, insieme alla meningite e all’uso di farmaci ototossici rappresentano le cause più frequenti di deficit uditivo.

Come intervenire in caso di sordità neonatale?

Nella diagnosi in audiologia pediatrica gli obiettivi che si devono perseguire sono fondamentalmente due: 

  • Quantificare la perdita uditiva e di identificare la sede della lesione; 
  • Verificare se l’ipoacusia è causa di disabilità e/o handicap comunicativi. 

Una volta stabilita la diagnosi si deve procedere ad un corretto iter riabilitativo, momento fondamentale per lo sviluppo psicosociale del bambino.
Tra le indagini fondamentali nel programma di screening della sordità infantile, utilizzabili a pochi giorni dalla nascita, le otoemissioni acustiche si sono rilevate un test di facile esecuzione, affidabile, ripetibile, non invasivo e universalmente accettato come test di identificazione di un eventuale deficit uditivo. A queste, potranno far seguito i potenziali evocati, la TC, la RM e la ricerca di anomalie genetiche.

Riguardo le conseguenze, un deficit uditivo che si instaura in età preverbale, se lasciato a sè, può alterare irreversibilmente i processi di acquisizione e di produzione del linguaggio. Un difetto uditivo che interviene in età post-verbale può ostacolare in modo consistente la comunicazione verbale. In entrambi i casi, i processi di apprendimento risultano variamente difficoltosi con un grave pregiudizio dello sviluppo psico-sociale. 
Una diagnosi precoce, nonché una precoce protesizzazione e una corretta riabilitazione sono indispensabili per prevenire gravi turbe del linguaggio che sono il vero e solo problema del bambino sordo, da cui dipende lo sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale, nonché gli apprendimenti scolastici e l’inserimento sociale. 

In materia di abilitazione e riabilitazione, i moderni apparecchi acustici - con i vari dispositivi wireless – l’impianto cocleare e un adeguato training logopedico hanno determinato un notevole salto di qualità nella riabilitazione del bambino sordo, tanto da determinare uno sviluppo psicosociale sovrapponibile a quello di un bambino/adulto di pari età normoudente.

11 novembre 2016

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