L’ipoacusia monolaterale è una condizione caratterizzata dalla riduzione della capacità uditiva, parziale o totale, che interessa un solo orecchio, mentre l’altro conserva una funzione uditiva normale.
Questa asimmetria può rendere difficile individuare la provenienza dei suoni, orientarsi nello spazio e seguire le conversazioni soprattutto in ambienti rumorosi. Le cause possono essere diverse: alcune forme sono congenite, altre possono insorgere dopo infezioni batteriche o virali (es. parotite, meningite), in seguito a traumi, incidenti, patologie vascolari, tumorali, autoimmuni o iatrogene (farmaci).
In molti casi è possibile migliorare la selettività di ascolto grazie ad apparecchi acustici specifici, come i sistemi CROS, che captano i suoni dall’orecchio “sordo” tramite un microfono e li trasmettono all’orecchio normoudente, facilitando così la comprensione e la percezione verbale.
La sordità improvvisa monolaterale è una perdita uditiva che compare all'improvviso e richiede una valutazione specialistica immediata, perché intervenire entro le 24–72 ore dall'insorgenza aumenta le probabilità di recupero.
Nella maggior parte dei casi la causa è idiopatica, cioè non viene individuato un evento patologico sicuro. Quando invece è identificabile, l’episodio acuto può essere legato a:
L’ipoacusia monolaterale, può essere riconosciuta ai fini dell’invalidità civile solo quando determina un impatto significativo sulla vita quotidiana della persona. La valutazione non si basa esclusivamente sui decibel di perdita rilevati all’audiometria, ma su quanto la limitazione influisca sulla capacità comunicativa, sulla sicurezza e sulle attività lavorative o sociali.
Tra le difficoltà più comuni associate alla sordità monolaterale ci sono la scarsa percezione della direzione dei suoni, la fatica nel seguire conversazioni in ambienti rumorosi e la maggior vulnerabilità in contesti di guida o al lavoro. Tuttavia, poiché l’altro orecchio mantiene una funzione uditiva normale, la perdita monolaterale, da sola, raramente porta a percentuali elevate di invalidità: è necessario documentare una compromissione funzionale reale e duratura.
Le tabelle per la valutazione dell’invalidità civile in caso di ipoacusia monolaterale non sono uniformi a livello nazionale: le commissioni si basano su criteri audiometrici, percentuali indicative di menomazione e linee guida regionali o dell'INPS, ma la decisione finale tende a considerare sempre la situazione complessiva della persona.
In genere, la sordità monolaterale dà luogo a un’invalidità modesta, soprattutto se l’altro orecchio funziona bene. La percentuale può aumentare quando la perdita uditiva è grave o totale (anacusia) per le palesi difficoltà comunicative o se ci sono sintomi associati come acufeni o problemi di equilibrio.
Per una valutazione corretta è importante presentare documentazione completa: audiometrie, relazioni specialistiche, descrizione delle limitazioni funzionali ed eventuali certificazioni del medico competente o del datore di lavoro.
L'ipoacusia monolaterale non impedisce il rinnovo della patente in Italia. Le norme attuali permettono di ottenere o rinnovare la patente anche con un’ipoacusia da un solo lato, purché l’orecchio sano garantisca un ascolto sufficiente per una guida sicura.
La commissione medica può richiedere esami audiometrici aggiornati per valutare l’udito complessivo. In genere, le patenti A e B non presentano problemi; per le categorie professionali C, D ed E la valutazione è più approfondita, ma la sordità monolaterale non comporta automaticamente l’esclusione.
È comunque necessario presentare documentazione clinica aggiornata e segnalare l’eventuale uso di apparecchi acustici o sistemi CROS.
Ecco alcune soluzioni che possono essere adottate in caso di ipoacusia monolaterale:
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La diagnosi della sordità monolaterale si avvale di tutta una serie di indagini necessarie a identificare il tipo di perdita uditiva, la sua gravità e la possibile causa. Alcuni esami effettuati dallo specialista risultano fondamentali, altri complementari.
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