L'evoluzione tecnologica e il sempre maggiore interesse a fattori estetici hanno portato allo sviluppo di soluzioni diverse per molti aspetti.
I principali gruppi d'apparecchi acustici
Per una classificazione degli apparecchi acustici il primo criterio è il loro collocamento rispetto al padiglione auricolare mentre un altro criterio è il tipo di tecnologia sfruttata dall'apparecchio per riprodurre ed amplificare il suono.
La posizione dell'apparecchio acustico ha una grande importanza anche dal punto di vista estetico. In linea di massima, i sistemi acustici possono essere suddivisi in quattro gruppi principali:
- Retroauricolari: posizionati dietro all'orecchio, trasmettono i suoni al timpano attraverso un tubicino collegato ad un auricolare realizzato su misura, che è inserito nel condotto uditivo. Sono caratterizzati da una facile regolazione anche da parte del paziente e consentono di correggere perdite uditive anche molto gravi.
- Endoauricolari: risiedendo nel condotto uditivo sono poco visibili e per questo riescono a coniugare efficacemente la correzione dell'udito con le necessità estetiche del paziente; tuttavia richiedono maggiore manutenzione e pulizia proprio in virtù della posizione in cui sono situati
- Occhiali: comoda soluzione e poco visibile poiché i circuiti sono inseriti nelle aste degli occhiali; a seconda del modo con il quale trasmettono il suono all'orecchio si possono suddividere in apparecchi a conduzione aerea (i suoni amplificati raggiungono il timpano, grazie ad un auricolare su misura inserito nel condotto) o a conduzione ossea (l'apparecchio trasforma i suoni in vibrazioni trasmettendole all'osso mastoideo).
- Scatola: sono utilizzati solo per problemi uditivi molto gravi con necessità d'amplificazione molto elevata. Sono composti da una scatola contenente tutti i circuiti elettronici e un cavo di collegamento che trasmette il suono ad un auricolare.
La tecnologia utilizzata determina il modo in cui vengono elaborati i segnali sonori e le possibilità d'adattamento dell'apparecchio acustico alle esigenze individuali; sono di tre tipi.
- Analogico: elabora il suono in modo analogico e permette di regolarne le caratteristiche di risposta in frequenza dell'apparecchio attraverso dei potenziometri che vengono tarati dall'audioprotesista. Caratterizzato da una notevole robustezza e dalla possibilità di ottenere potenze d'uscita molto elevate, è in grado di correggere problemi d'udito anche molto gravi; tuttavia questo genere d'apparecchi è sensibile alle variazioni di temperatura e d'umidità e ha una possibilità di programmazione limitata.
- Programmabile: l'apparecchio è programmato e tarato tramite un computer consentendo una precisione ed una flessibilità notevole; sono memorizzabili differenti regolazioni utilizzabili in base alle condizioni ambientali in cui ci si trova.
- Digitali: sono evidentemente i più evoluti sia come qualità del suono e sia come possibilità di regolazione; i suoni in ingresso vengono rielaborati e ripuliti tramite il processo di digitalizzazione eliminando i rumori di fondo. La dimensione ridotta dei circuiti consente, inoltre, migliori prestazioni e migliore adattamento.