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Le statistiche
Con l'invecchiamento l'udito viene a deteriorarsi, specialmente nelle aree in cui si colloca la comprensione del linguaggio e quindi, pur avendo l'impressione che non si è "diventati sordi", in realtà si comincia pian piano a perdere una parte del significato dei discorsi e si comunica sempre meno agevolmente con la gente intorno.


Secondo le ultime statistiche della comunità scientifica la popolazione che soffre di disturbi uditivi si attesta su una percentuale del 10%: una cifra molto rilevante che significherebbe una quota di circa 70 milioni in Europa e di 30 nel Nord America mentre a livello globale raggiungerebbe il numero impressionante di 500 milioni di persone.

Si tratta di un deficit che colpisce soprattutto la popolazione anziana perché il problema riguarda molto spesso il naturale invecchiamento e deterioramento dell'apparato uditivo: oltre la metà di coloro che ne sono affetti, infatti, hanno più di 65 anni.




Gli ultimi sviluppi però mostrano una forte incidenza dei problemi legati a fattori sanitari nei paesi in via di sviluppo, mentre, nei paesi industrializzati un aumento di deficienza uditiva nella popolazione più giovane, a causa della presenza crescente di un inquinamento acustico eccessivo.

Le statistiche evidenziano che solo una persona su 5 fra coloro che ne hanno bisogno, utilizza un apparecchio acustico. Questa notevole resistenza del paziente è legata ad alcuni tradizionali e quasi "storici" fattori frenanti, di carattere psicologico quali motivazioni di stigma sociale e pregiudizio legati alla sordità e all'utilizzo di un apparecchio acustico, considerato non molto efficace e non facile da usare.







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