Questo testimonia quanto la prevenzione sia un elemento fondamentale e sia altrettanto importante intervenire subito con gli strumenti adeguati. Sebbene non sia possibile restituire un udito naturale, i risultati raggiunti sono veramente formidabili.
Ci sono ipoacusie, come le cosiddette sordità rinogene, derivanti da infiammazioni delle vie aeree superiori che possono essere curate, per esempio con le cure termali mentre altre ipoacusie, quali le ipoacusie trasmissive, possono essere operate.
Tuttavia, in più dell'80% dei casi, l'ipoacusia è di tipo neurosensoriale, cioè il danno è soprattutto nella coclea, per cui la soluzione possibile consiste nell'utilizzo di un apparecchio acustico, nelle varie forme possibili, in dipendenza dell'entità dell'ipoacusia e d'altri fattori.
In questo caso, la scelta della soluzione giusta è ormai piuttosto ampia ed efficace: il miglioramento delle tecniche di diagnosi del deficit, il crescente perfezionamento degli apparecchi acustici, e la possibilità di personalizzazione delle soluzioni, consentono a chiunque di avere apparecchi ad hoc per il proprio problema.
Volendo effettuare una classificazione, un primo criterio è la posizione rispetto al padiglione auricolare (l'orecchio), determinante sul piano estetico, mentre un altro criterio riguarda la tecnologia interna utilizzata. In base alla posizione, esistono quattro grandi famiglie d'apparecchi acustici: retroauricolari, endoauricolari, occhiali e scatola.
A seconda del principio di funzionamento possiamo suddividere gli apparecchi in tre tipi a seconda del circuito elettronico: analogico, programmabile o digitale.