L’udito, insieme alla vista, è il primo senso a svilupparsi già nel grembo materno, ed è fondamentale per interagire con il mondo nel corso di tutta l’esistenza.


La perdita o riduzione della capacità uditiva è un processo difficilmente riconoscibile perché lento e graduale nella sua manifestazione.

 

Età, traumi, infezioni batteriche o virali, ereditarietà, uso di farmaci, otosclerosi e infine inquinamento acustico sono le cause più frequenti di ipoacusia. Il disturbo uditivo è estremamente critico nei bambini: le implicazioni sono anche e soprattutto di tipo relazionale e comunicativo, poiché profondamente connesse con l’apprendimento del linguaggio e, conseguentemente, con lo sviluppo globale della personalità. Se ad essere danneggiate sono  le cellule ciliate della coclea, parte dell’orecchio interno, si parlerà di ipoacusia neurosensoriale che, statisticamente, ha una prevalenza di oltre l’80%. In questi casi, in virtù dei continui miglioramenti delle tecniche diagnostiche e della tecnologia digitale applicata ai prodotti, il tempestivo utilizzo di un apparecchio acustico come parte di un corretto percorso di adattamento al suono può risolvere la maggioranza di questi disturbi di comunicazione.