Prendersi cura dell'udito

Nell’arco della giornata siamo immersi in un costante flusso di suoni. L’esposizione frequente o prolungata ai rumori rappresenta un pericolo per l'esiguo numero di cellule sensoriali e fibre che sono sede del più importante dei nostri sensi, l’udito. L’intensità del suono, infatti, col tempo potrebbe danneggiare le delicate strutture dell’orecchio interno, conducendo gradualmente a ipoacusia ed acufene. Per tale ragione, è fondamentale prendersi cura del proprio udito al fine di mantenerlo in buona salute il più a lungo possibile. Il primo passo da compiere in tal senso consiste nel riconoscere i livelli ai quali il suono risulta potenzialmente pericoloso: l’esposizione prolungata a intensità sonore superiori agli 85 decibel è considerata rischiosa per l’udito.

Prevenire il calo dell'udito

Se l’anzianità, con il naturale invecchiamento dell’apparato uditivo che ne deriva, rappresenta la più comune causa di ipoacusia, l’esposizione quotidiana della popolazione lavoratrice al rumore intenso è, in molti casi, la causa primaria di calo uditivo. Attualmente, nella stragrande maggioranza dei luoghi di lavoro sono in vigore regole ferree per la protezione dell’udito dei dipendenti, fra le quali l’obbligo all’utilizzo degli earplugs, meglio conosciuti come tappi per le orecchie. Essi creano una barriera tra il suono e l’orecchio interno, proteggendo il timpano dalla pressione esercitata da decibel troppo elevati. 

Anche l’ascolto della musica in cuffia così come la frequentazione di locali ad alta produzione di rumore rappresentano un pericolo per la salute dell’udito, specie nei giovani. Secondo recenti studi, l’ideale sarebbe utilizzare il lettore Mp3 a non più del 60% del volume massimo disponibile e, in occasione di concerti, effettuare delle pause silenziose, allontanandosi dalla fonte sonora per almeno 5 minuti ogni ora. 

Infine, la più semplice ma fondamentale precauzione riguarda la pulizia dell’orecchio per la quale si raccomanda l’utilizzo dei bastoncini di cotone per il solo padiglione esterno, in modo da rispettare la delicata membrana timpanica. Dopo i 50 anni di età, effettuare con cadenza annuale una visita specialistica presso un otorinolaringoiatra che verifichi lo stato di salute dell’orecchio, completa il tutto.

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La visita di controllo

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