11 aprile 2016
Categoria

AmpliNews

Nuovo, di facile consultazione e di piacevole lettura: diamo il benvenuto ad AmpliNews, il nuovo magazine Amplifon! Qui trovate tanti approfondimenti specialistici sull'udito resi accessibili a tutti e molti consigli su benessere, lifestyle e tempo libero.

 

11 aprile 2016
Categoria
SCOPRI DI PIU'
Indietro

Sordità e Alzheimer quale connessione

 Sordità e alzheimer
12 gennaio 2017
Categoria Udito e Ipoacusia

Sordità e Alzheimer. Quale connessione?

Il calo dell’udito potrebbe essere causa di Alzheimer. Analizziamo insieme il perché 

Gli studi

Anche se la sordità può riscontrarsi in qualsiasi momento della vita, la sua prevalenza aumenta considerevolmente con l’età. Più del 40% delle persone nella fascia di età 60-69 anni ha una sordità significativa e l’incidenza raddoppia nelle persone ultra ottantenni.
La stretta correlazione esistente tra invecchiamento e deficit cognitivi, la cui forma più comune è l’Alzheimer, ha portato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a stimare che le persone affette da demenza saranno circa 100 milioni entro il 2050, contro i 36 milioni attuali. Un’ampia ricerca ha evidenziato come, rispetto ad un gruppo di controllo di normoudenti, le persone affette da sordità di grado lieve, medio e grave abbiano rispettivamente una possibilità di 2, 3 o 5 volte maggiore di sviluppare deficit cognitivi.  
Anche se la causa che lega le due condizioni resta sconosciuta, i ricercatori suggeriscono  l’ipotesi di una patologia comune; in alternativa, ipotizzano che gli sforzi necessari all’elaborazione di suoni, voci, rumori durante l’arco di vita potrebbero sovraccaricare il cervello delle persone affette da ipoacusia, rendendole maggiormente esposte all’insorgenza di Alzheimer. Un’altra possibilità avanzata dai ricercatori è che l’ipoacusia possa generare isolamento familiare e sociale con tendenza alla depressione, fattore di rischio elevato e peraltro conclamato sia per l’Alzheimer sia per altri disturbi cognitivi. 
Evidenze in letteratura sperimentale e clinica indicano che la presenza di alterazioni cognitive precedono di anni l’esordio clinico della malattia. A questa fase si fa riferimento con il termine di Mild Cognitive Impairment (MCI): nella maggioranza dei casi è uno stadio che preannuncia una demenza vera e propria (es. una malattia di Alzheimer) con una percentuale di progressione annuale molto più elevata (sino a 20 volte più frequente) rispetto alla popolazione anziana non-MCI, al punto che circa il 70% di MCI dopo 5 anni dall'esordio presentano una demenza conclamata.

Come prevenire l’Alzheimer e le altre forme di demenza 

Una identificazione precoce di soggetti MCI o nelle primissime fasi della demenza permetterebbe, in fase di intervento terapeutico/riabilitativo, di sfruttare al massimo le capacità plastiche del sistema nervoso ancora totalmente o parzialmente intatte in fase preclinica e renderebbe marcatamente più efficaci gli interventi operati nel tentativo di prevenire o rallentare la progressione di tali soggetti verso la demenza grave. 
Numerosi studi nell’uomo hanno dimostrato che l’esposizione ad un ambiente cognitivamente e socialmente stimolante, uniti ad uno stile di vita sano, esercitano effetti benefici sulle funzionalità cerebrali, particolarmente nell’anziano, riducendo il rischio di sviluppare una malattia di Alzheimer. Ne consegue che in fase di diagnosi di demenza, il clinico deve essere particolarmente attento a segnalare l’eventuale presenza di ipoacusia. Infatti una corretta correzione  non solo sarebbe in grado di “prevenire” la progressione della demenza ma potrebbe potenzialmente attenuare i sintomi della malattia. 

I risultati delle ricerche suggeriscono che una maggiore attenzione verso la prevenzione e l’identificazione precoce della sordità e, qualora ci siano le indicazioni, l’adozione di rimedi semplici, come ad esempio l’uso degli apparecchi acustici, possano ritardare l’insorgenza della demenza. I soggetti portatori di un apparecchio acustico, ripristinando le abilità comunicative, anche parziali, migliorerebbero l’umore e i rapporti sociali, mantenendo una partecipazione attiva che non porterebbe alla stessa progressione del deficit cognitivo riscontrata nei soggetti non rimediati acusticamente.

gen 26th 2017

Test dell'udito online

Metti alla prova il tuo udito! Di seguito ti proponiamo un semplice e veloce test online puramente indicativo. Controllare la qualità dell'udito è un gesto di prevenzione importante per il benessere completo!

FAI IL TEST