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Presbiacusia: cos’è, cause, sintomi e possibili rimedi

 Presbiacusia
12 maggio 2017
Categoria Udito e Ipoacusia

Presbiacusia: cos’è, cause, sintomi e possibili rimedi

Per presbiacusia si intendono i disturbi della funzione uditiva che accompagnano il processo di invecchiamento. Scopriamo tutti i dettagli.

Cause e sintomi della presbiacusia

Per presbiacusia si intende la riduzione della capacità uditiva che subentra con l’età per i fenomeni di invecchiamento fisiologico con insorgenza graduale e progressione lenta.
I processi involutivi dovuti all’avanzare dell’età sono inevitabili, tuttavia ogni organismo invecchia in modo differente da un altro, sia per particolari caratteristiche di ordine genetico, sia per il modo di condurre la propria vita (affaticamento, stress emotivi e lavorativi, abitudini alimentari e voluttuarie quali fumo e alcool, uso/abuso di alcuni farmaci, rumore ambientale e lavorativo) e per le varie malattie intercorse nel corso degli anni.
L’importanza dei fattori esterni nel condizionare il verificarsi e la presenza stessa della presbiacusia, in percentuali così diverse a seconda delle abitudini di vita nelle diverse popolazioni, ha fatto coniare il termine di socioacusia.
Da un punto di vista generale, la presbi-socioacusia è caratterizzata da un’ipoacusia neurosensoriale bilaterale, simmetrica che inizia interessando prevalentemente le frequenze acute (oltre i 4000 Hz). Solo dopo i 65 anni la perdita uditiva comincia a interessare anche le frequenze tipiche del linguaggio. Una delle caratteristiche della presbiacusia è la diminuzione della capacità di riconoscimento della parola, spesso con sproporzionato decadimento della comprensione verbale rispetto alla perdita uditiva rilevata all’esame audiometrico. Questa discrepanza tra grado di sordità e discriminazione vocale è stata attribuita a una compromissione del sistema uditivo centrale: il suono arriva al cervello ma questo non è in grado di “discriminarlo” come parlato. Le caratteristiche fisiopatologiche, interessate in modo differente da persona a persona nella determinazione della malattia, interagiscono con quelle psicologiche e sociali nell’indurre gli effetti della perdita uditiva, provocando un impatto variabile sull’anziano non misurabile a priori in base alla stima della sola perdita uditiva.
Si può quindi dire che la presbiacusia provoca degli effetti che investono la sfera psicologica e sociale, in tal modo influenzando direttamente le attività quotidiane dell’anziano.

Gli impatti della presbiacusia e i possibili rimedi

Negli ultimi anni, numerosi studi, hanno evidenziato la stretta correlazione esistente tra calo dell’udito e deficit cognitivi. Un’ampia ricerca ha evidenziato come, rispetto ad un gruppo di controllo di normoudenti, le persone affette da sordità di grado lieve, medio e grave abbiano rispettivamente una possibilità di 2, 3 o 5 volte maggiore di sviluppare deficit cognitivi. Anche se la causa che lega le due condizioni resta sconosciuta, i ricercatori suggeriscono l’ipotesi di una patologia comune; in alternativa, ipotizzano che gli sforzi necessari all’elaborazione di suoni, voci, rumori durante l’arco di vita potrebbero sovraccaricare il cervello delle persone affette da ipoacusia, rendendole maggiormente esposte all’insorgenza della demenza. Un’altra possibilità avanzata dai ricercatori è che l’ipoacusia possa generare isolamento familiare e sociale con tendenza alla depressione, fattore di rischio elevato e peraltro conclamato sia per la demenza sia per altri disturbi cognitivi. 
I risultati delle ricerche suggeriscono che una maggiore attenzione verso la prevenzione e l’identificazione precoce della sordità e, qualora ci siano le indicazioni, l’adozione di rimedi semplici, come per esempio l’uso degli apparecchi acustici, possano essere elementi di stimolazione cognitiva e, pertanto, rallentare l’insorgenza di deficit.

mag 30th 2017

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