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Calo uditivo e demenza senile: la sordità peggiora il decadimento.

 Calo uditivo demenza senile
05 aprile 2016
Categoria Udito e Ipoacusia

Calo uditivo e demenza senile: la sordità peggiora il decadimento

Secondo recenti studi, la riduzione della capacità di ascolto aumenta il rischio di sviluppare forme di demenza senile. Analizziamo insieme il perché.

E’ attraverso un udito in buona salute che ci rapportiamo con il mondo, stabiliamo un canale di comunicazione con le persone che ci circondano e recepiamo gli stimoli esterni. Per questo motivo, sordità e demenza senile sono collegate: il cervello, in assenza di stimolazioni sonore, sarebbe portato a ridurre progressivamente le sue capacità, favorendo così l’isolamento della persona e il conseguente decadimento cognitivo.

Gli studi

  • Sono molti gli studi che lo affermano: in primis quello del Prof. Alessandro Martini, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Organi di Senso e Professore ordinario di Otorinolaringoiatria presso l’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova. Il professore afferma che con il naturale avanzamento dell’età diminuisce la qualità con cui i suoni vengono percepiti, e in assenza totale di sensibilità uditiva il rischio di demenza senile aumenta di circa 5 volte. La consapevolezza dell’esistenza di una relazione bidirezionale tra sordità e demenza senile deve invitare a intervenire tempestivamente sul deficit uditivo riscontrato, attraverso opportuni test audiometrici e soluzioni acustiche adeguate. Rallentare anche di un solo anno l’evoluzione del quadro clinico, potrebbe portare ad una riduzione del 10% del tasso di diffusione della demenza senile nella popolazione generale.
  • Secondo il Prof. Roberto Bernabei, Direttore del Dipartimento per l’Assistenza Sanitaria di Geriatria, Neuroscienze ed Ortopedia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, l’allungamento della vita media, ed il conseguente aumento della popolazione invecchiata, sarebbe strettamente connesso all’aumento dei casi di sordità e di demenza senile che ad essa si accompagna. Gli studi condotti prevedono che nel giro dei prossimi 30 anni la percentuale della popolazione anziana raddoppierà, insieme con il numero di persone colpite da sordità; gli individui affetti da demenza senile, invece, triplicheranno.

Come intervenire

Adottare uno stile di vita sano ed adeguate misure preventive è senza dubbio il primo passo da compiere per conservare il proprio benessere uditivo. Tuttavia, è possibile ritardare l’invecchiamento cognitivo attraverso l’identificazione precoce di qualsiasi deficit uditivo e l’utilizzo di soluzioni acustiche personalizzate in base alle proprie esigenze di ascolto.

05 aprile 2016

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