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Audiometria comportamentale: la valutazione dell’udito nei bambini

 Audiometria comportamentale
08 febbraio 2016
Categoria Prevenzione

Audiometria comportamentale: la valutazione dell’udito nei bambini

Come riconoscere il calo uditivo del proprio bambino.

Un udito in buona salute è indispensabile perché il piccolo cresca sviluppando correttamente tutte le sue capacità intellettive. Da un apparato perfettamente funzionante dipende, infatti, lo sviluppo linguistico, cognitivo e comportamentale del bambino, nonché la sua capacità di apprendimento e interazione sociale. Tra gli esami che consentono di rivelare in modo preciso la capacità di ascolto dei bambini di età compresa tra i tre mesi e i sei anni, tramite la valutazione delle reazioni immediate o di quelle ottenute dopo un opportuno condizionamento, c’è l’audiometria comportamentale.

L’audiometria comportamentale e le sue tecniche

Perché un test di audiometria comportamentale si possa considerare valido è importante che il bambino riesca a stare seduto sulle gambe dei genitori, mantenendo il capo eretto, e che sia in grado di seguire un oggetto con lo sguardo.

Va precisato che l’età cronologica ha un valore del tutto relativo: ciò che conta davvero è l’effettivo sviluppo cognitivo del bambino.

B.O.A. (0-6 mesi)

Questo tipo di esame audiometrico valuta le reazioni del bambino in reazione a uno stimolo acustico. Viene generalmente effettuato da due operatori che si occupano, rispettivamente, di gestire l’audiometro e di controllare l’attenzione e le risposte del piccolo.

V.R.A. (6/7 mesi-3 anni)

Il test potrebbe essere definito come un esempio di audiometria tonale studiata appositamente per i più piccoli.
Fondato sul riflesso di orientamento, esso valuta la capacità del bambino di girarsi per localizzare la provenienza dello stimolo.

Play Audiometry (30 mesi-6 anni)

Tale tecnica di audiometria comportamentale presenta il vantaggio di poter essere avviata senza bisogno di fornire particolari indicazioni verbali al bambino; è utile quindi nei casi in cui vi sia difficoltà di percezione del linguaggio. Anche questo test si avvicina molto alla classica audiometria tonale applicata agli adulti. Il piccolo deve infatti attendere uno stimolo sonoro e rispondervi con un’attività ludica.

Peep Show (3 anni-6 anni)

In tal caso, la risposta del bambino alla stimolazione sonora prevede che egli prema un pulsante che consentirà l’accensione di un giocattolo luminoso o di uno schermo con immagini.

08 febbraio 2016
Categoria Prevenzione

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