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Infarto cocleare di che cosa si tratta e quali sono le cause

 Infarto cocleare
11 luglio 2017
Categoria Udito e Ipoacusia

Infarto cocleare, di che cosa si tratta e quali sono le cause

L’infarto cocleare, clinicamente determina una sordità improvvisa neurosensoriale. Analizziamone le possibili cause.

La vascolarizzazione del labirinto membranoso, formato dai tre canali semicircolari membranosi, dall’utricolo, dal sacculo, dal condotto endolinfatico e dal condotto cocleare, è realizzata dall’arteria uditiva interna. L’arteria uditiva termina suddividendosi in tre rami: l’arteria vestibolare, l’arteria vestibolo-cocleare e l’arteria cocleare. 
La coclea è irrorata dall’arteria cocleare e dal ramo cocleare dell’arteria vestibolo-cocleare. L’arteria cocleare irrora quasi tutta la coclea esclusa una parte del giro basale cocleare, che è irrorato dal ramo cocleare dell’arteria vestibolo-cocleare. L’arteria vestibolare invece vascolarizza l’utricolo, le ampolle dei canali semicircolari superiore e laterale e parte del sacculo.

Le cause e i sintomi dell’infarto cocleare

Una riduzione o blocco dell’apporto arterioso alla coclea o una brusca variazione della pressione endolabirintica può determinare una lesione alle cellule cocleari con conseguente ipoacusia o sordità completa se il blocco è totale e si protrae per lungo tempo. La riduzione dell’apporto ematico si può determinare per fenomeni costrittivi come l’aterosclerosi o la tromboembolia che interessano l’arteria vertebrale, la basilare o l’arteria uditiva interna. Poiché l’arteria uditiva interna è un vaso terminale, e non ci sono collaterali che possono supplire a un suo blocco, la sua ostruzione determina uno stato ischemico che si riflette in una mancanza di ossigenazione e apporto vascolare alla coclea

Negli ultimi anni questo meccanismo è quello che più è stato studiato e indicato come causa di sordità improvvisa, soprattutto in soggetti obesi, ipertesi, diabetici e fumatori. Il quadro clinico che consegue a un’alterazione dell’apporto ematico, evidenzia una riduzione improvvisa della capacità uditiva con sintomatologia che varia in caso di coinvolgimento del sistema labirintico. La sordità può essere parziale o totale e si possono associare acufeni e vertigini, quest’ultime presenti nel 20% circa dei soggetti.  I fenomeni cocleopatici possono interessare qualsiasi fascia di età, anche se nella popolazione adulta/anziana si ha l’incidenza maggiore, con prevalenza del sesso maschile. 

Dal punto di vista audiologico la riduzione della capacità uditiva è caratterizzata da un’ipoacusia neurosensoriale, quasi sempre monolaterale, che può interessare solo le frequenze gravi, quelle acute o tutte le frequenze (ipoacusia pantonale). L’osservazione diretta dell’orecchio (otoscopia) non rileva nulla di anomalo. 
La diagnosi deve essere completata dalle indagini di laboratorio, dai potenziali evocati e dalla risonanza magnetica dell’encefalo (con mezzo di contrasto).

L’evoluzione è strettamente connessa alla gravità del danno e alla precocità dell’intervento terapeutico. Nel 70% circa dei casi, vi è un completo recupero dopo adeguata e tempestiva terapia.

lug 26th 2017

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