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Esame audiometrico come si legge

 Esame audiometrico
11 marzo 2017
Categoria Prevenzione

Esame audiometrico: come si legge

Solitamente effettuato dall’audioprotesista, l’esame audiometrico è un semplice test della durata di pochi minuti. Impariamo ad interpretarlo.

Lo scopo dell’esame audiometrico tonale è quello di stabilire, nel modo più preciso possibile, la soglia uditiva e cioè la minima intensità sonora che una persona riesce a percepire. Con l’ausilio di una cuffia ben posizionata su entrambe le orecchie, l’audiometrista invia dei suoni (toni puri), a diverse frequenze e intensità prima in un orecchio e poi nell’altro. Anche se il campo di estensione delle frequenze che possiamo udire è molto più ampio, i toni inviati nell’audiometria tonale testano alcune frequenze comprese tra 125 Hertz (basse frequenze) e 8000 Hertz (alte frequenze) perché di maggiore riscontro e utilità nella vita quotidiana. La persona interessata, appena avverte la minima intensità sonora, dovrà alzare la mano o schiacciare un pulsante.
In presenza di un deficit, l’esame deve essere completato dall’audiometria per via ossea che permetterà di stabilire se il problema è da ricondurre al sistema di trasmissione del suono (orecchio esterno e medio), al sistema sensoriale (coclea e vie acustiche centrali) o ad entrambi. 

Come leggere e interpretare l’esame audiometrico

I valori di soglia risultanti per ogni frequenza all’audiometria tonale sono riportati su un grafico detto audiogramma. L’audiogramma raffigura, frequenza per frequenza, la minima intensità sonora (espressa in decibel) che la persona riesce a udire

Per i suoni inviati in cuffia, in corrispondenza di ogni valore di frequenza e di intensità accertata, è riportata sull’audiogramma una X, di colore blu o nera, che identifica l’orecchio sinistro e un cerchio (O) rosso che individua l’orecchio destro.  Le linee che congiungono i vari simboli - dette curve audiometriche - rappresentano le soglie dell’orecchio destro e di quello sinistro. Con questa modalità si ha una rappresentazione grafica della capacità uditiva della persona testata. 

Classicamente per definire i livelli di soglia uditiva si utilizza la media della somma delle tre frequenze centrali  (500-1000-2000 Hz) secondo questo schema: 

  • valore medio compreso tra 0-20 dB: udito normale
  • 20-40 dB: ipoacusia lieve 
  • 40-70 dB: ipoacusia media
  • 70-90 dB: ipoacusia grave
  • > di 90 dB: sordità profonda

Per definire la soglia della via ossea, invece, si riportano sull’audiogramma due simboli (> per l’orecchio destro, < per il sinistro). 

Il confronto tra la soglia per via aerea e per via ossea stabilisce i diversi tipi di perdita uditiva: 

  • Ipoacusia di tipo trasmissivo: soltanto la via aerea mostra una perdita uditiva 
  • Ipoacusia di tipo neurosensoriale: vi è un deficit sia della via aerea sia della via ossea. Nell’audiogramma, le due curve sono sovrapposte (attaccate).
  • Ipoacusia di tipo misto: Vi è una caduta sia della via aerea che della via ossea, ma le curve rimangono comunque distanziate tra loro.
mar 28th 2017
Categoria Prevenzione

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