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FAQ - 1. Ipoacusia

  1. Risponde :
    L'ipoacusia è una riduzione delle percezioni uditive.
    Salvo casi rari, l'ipoacusia non è un processo improvviso, ma si instaura in maniera lenta e progressiva determinando una specie di assuefazione che ne impedisce il riconoscimento cosciente. I segnali più comuni sono quelli di sentire meno bene i suoni, avere difficoltà nelle conversazioni e fare molta fatica a capire le parole se sono pronunciate piano o se pronunciate in presenza di rumore. Può limitarsi solo ad alcune frequenze – in genere quelle più alte – o coinvolgere la gamma completa delle frequenze normalmente udibili: in questo caso viene definita pantonale. Inizialmente non conduce alla scomparsa di tutti i suoni ma solo di alcuni.
    E' importante capire subito che l'ipoacusia non è sordità, è un problema molto diffuso e può risolversi facilmente se affrontato efficacemente.
  2. Risponde :
    Il livello di perdita uditiva è espressa dai gradi lieve, medio, grave e profondo. Il tipo di deficit uditivo, che in genere identifica la sede dell’orecchio interessata dal danno, è suddiviso in: trasmissivo, neurosensoriale e misto. Quest’ultimo rappresenta la combinazione dei primi due.
    Queste informazioni sono estremamente importanti per determinare il trattamento più adatto alla perdita uditiva.
  3. Risponde :
    L'ipoacusia neurosensoriale si riferisce a una diminuzione delle capacità uditive dovute ad un danno localizzato nell’orecchio interno, che diventa incapace di convertire le vibrazioni sonore percepite in impulsi nervosi. Questo tipo di ipoacusie vengono suddivise ulteriormente in:
    - cocleare: che vedono un interessamento della zona della coclea, cioè dell'orecchio interno;
    - retrococleare: che interessano invece il nervo acustico.
    L’ipoacusia neurosensoriale può inoltre colpire entrambe gli orecchi (ipoacusia bilaterale) o uno solo (ipoacusia monolaterale).
    La più frequente tra le ipoacusie neurosensoriali è la presbiacusia ovvero la perdita uditiva conseguente all’invecchiamento generalizzato del sistema uditivo ed in particolare delle cellule cigliate della coclea.
  4. Risponde :
    Le cause più frequenti di ipoacusia sono:

    Età
    A livello mondiale, statistiche alla mano, emerge che il processo d'invecchiamento umano è sicuramente una delle cause più importanti che portano deficit uditivi più o meno gravi. Una percentuale elevata, circa il 30%, della popolazione oltre i 65 anni soffre di questo disturbo che risulta essere tra i più comuni della terza età.

    Rumore
    Il rumore invece è la prima causa d'invalidità professionale. L'assordante colonna sonora d'ogni giorno non è solo fastidiosa: è dannosa. A farne le spese non è solo l'udito, ma tutto l'organismo con ripercussioni serie quali l'aumento della pressione, tachicardia, aritmia, bruciore di stomaco, tensione muscolare, disturbi intestinali e altri.

    Ereditarietà
    Circa un terzo dei deficit uditivi presenti dalla nascita si deve a fattori ereditari. Imputato è un gene: la connexina 26. Se in famiglia ci sono casi d'ipoacusia, esistono molte probabilità che questa si trasmetta ai figli. In caso di matrimonio tra due ipoacusici è opportuno consultare l'audiologico o il genetista, il medico specialista delle malattie ereditarie.

    Infezioni
    Diverse malattie da batteri e da virus (scarlattina, rosolia, meningite e altre) possono danneggiare l'orecchio e provocare perdite d'udito più o meno gravi. Anche l'otite, malattia frequente soprattutto nell'infanzia, se trascurata può causare forme irreversibili d'ipoacusia.

    Otosclerosi
    E' una malattia che compromette la mobilità degli ossicini dell'orecchio medio. Le vibrazioni trasmesse all'orecchio interno non hanno più la regolarità di un orecchio sano e quindi l'efficienza uditiva è ridotta.

    Farmaci, alcool, fumo
    E' accertato che alcuni farmaci e alcune sostanze quali l'alcool e il fumo possono esercitare un'azione nociva sull'organo dell'udito, e sono definiti ototossici quindi tossici per l'udito.
  5. Risponde :
    E’ nel cervello che i suoni vengono letti e “trasformati” in sensazione uditiva, ma se per lungo tempo questo organo perde l’abitudine a ricevere segnali uditivi, si può perdere la capacità di interpretare correttamente i suoni rendendo il percorso di recupero più lungo. Meglio non rimandare e intervenire subito.
  6. Risponde :
    Il 30% della popolazione oltre i 65 anni ha difficoltà uditive ma il problema interessa indistintamente tutte le fasce di età.
  7. Risponde :
    Secondo uno studio della Michigan University, il vino rosso sarebbe in grado di prevenire la diminuzione uditiva tipica dell'età avanzata (presbiacusia).
    Il merito sarebbe del Resveratolo presente nell'uva, che rallenta la formazione dei radicali liberi, le "scorie" dell'organismo responsabili dell'invecchiamento e del danneggiamento, tra l'altro, delle cellule ciliate presenti nella parte più interna dell'orecchio.
  8. Risponde :
    Lo ha dimostrato una ricerca realizzata dalla Clinica Otorinolaringoiatrica di Utrecht,in Olanda, secondo la quale la probabilità di sviluppare una otite media si riduce del 40% in coloro che masticano abitualmente il chewing gum.
    Infatti, la masticazione aumenta la salivazione e il numero delle deglutizioni, con un conseguente aumento dell’attività dei muscoli orofacciali che controllano l’apertura della Tuba di Eustachio, il canale che garantisce il collegamento tra bocca e orecchio medio.
    Inoltre, quando si mastica una gomma si respira prevalentemente dal naso, altro fattore utile a mantenere in salute naso e bocca e, quindi, l’orecchio.